"Incredibilmente cima". Ragni sulla vetta inviolata

Schiera e Marazzi scalano il Cerro Nora Oeste nella Patagonia cilena nel bel mezzo della distesa ghiacciata più grande al mondo dopo i poli .

"Incredibilmente cima". Ragni sulla vetta inviolata
"Incredibilmente cima". Ragni sulla vetta inviolata

Una vetta inviolata, pareti mai nemmeno osservate da vicino e una distesa di ghiaccio, la più grande al mondo dopo i poli, a dividere la natura estrema dal resto della civiltà. Ha tutti gli ingredienti di una grande esplorazione del passato l’avventura che stanno vivendo proprio in questi giorni i Ragni di Lecco Luca Schiera e Paolo Marazzi nella Patagonia cilena, nel bel mezzo dello Hielo Norte. "Incredibilmente cima del Nora Oeste". Questo il messaggio inviato dai due nelle scorse ore attraverso il telefono satellitare. Cinque giorni a piedi accompagnati lungo la Valle Neff, due giorni per arrivare alla base, un giorno di scalata sulla rocciosa e verticale parete nord e ultimo tratto sulla sud con ghiaccio e misto. Messaggi stringati, in attesa di avere altri particolari. "Scesi ieri tardi, tutto ok. Dormito più in basso sul ghiacciaio con Andrea e Giuan. Tempesta in arrivo". Ora dovranno affrontare il viaggio attraverso l’immenso ghiacciaio, fino al lago Colonia da cui erano partiti. "Il Cerro Nora Oeste l’avevamo visto da lontano nel 2020 mentre fra i crepacci cercavamo la strada verso un’altra montagna, in quel momento non avremmo mai pensato che un giorno avremmo voluto provare a salire quella parete all’apparenza così repulsiva - aveva spiegato Luca Schiera, che è anche il presidente del gruppo alpinistico - In realtà il Cerro Nora ha un versante sud che appunto abbiamo visto, di misto e ghiaccio, e un muro di granito a nord largo un paio di chilometri e alto almeno 800 metri". Con loro ci sono Giovanni Ongaro, anche lui dei Ragni e Andrea Carretta, alpinista trapiantato in Patagonia che li hanno aiutati anche con la logistica e le riprese di un documentario. Schiera e Marazzi non sono nuovi ad avventure da quelle parti dove in una decina di anni hanno realizzato una serie di spedizioni esplorative durante le quali sono riusciti a scalare montagne senza nome e pareti inviolate. "Sono in una delle zone più inseplorate del pianeta. È sterminata, inospitale. Ci sono una marea di cime e tutte sconosciute. È il classico alpinismo che piace a Luca e Paolo. Loro vanno a cercare montagne viste solo attraverso l’ombra che proiettano su Google maps. Meno ci sono collegamenti, meglio è. Sono avventure fuori dal tempo e lo sarebbe state anche cinquant’anni fa", commenta Fabio Palma dei Ragni.