I 17 giorni in più contestati dai negozianti di Scanzorosciate (Bergamo): proteste

I commercianti di Scanzorosciate protestano per lo slittamento dell'apertura al traffico del Ponte Marzio, che causa una perdita di fatturato fino al 63%. La causa è il ritardo nella fornitura del materiale dalla Germania. La Provincia sta facendo pressioni all'impresa per la riapertura.



I 17 giorni in più contestati dai negozianti di Scanzorosciate (Bergamo): proteste

I 17 giorni in più contestati dai negozianti di Scanzorosciate (Bergamo): proteste

SCANZOROSCIATE (Bergamo)

Ancora proteste per lo slittamento dell’apertura al traffico del Ponte Marzio che collega Gorle con Scanzorosciate, principale snodo dell’hinterland a Est di Bergamo che avrebbe dovuto riaprire venerdì dopo tre mesi di lavori. Bisognerà invece aspettare lunedì 25 settembre per vedere chiudere il cantiere: 17 giorni di ritardo perché l’impresa costruisca il parapetto in calcestruzzo le cui matrici sono giunte in ritardo dalla Germania, dopo che la fornitura è rimasta bloccata per tre mesi in attesa del via libera definitivo della Soprintendenza. Dopo le lamentele dei sindaci, ora sono i commercianti ad alzare la voce. La chiusura ha infatti fatto crollare i loro affari tra il 30 e il 60% nei tre mesi estivi, e questi 17 giorni incideranno molto di più, con la ripresa delle attività lavorative al completo e l’apertura delle scuole il 12 settembre.

A rimetterci, soprattutto le attività di Scanzorosciate. Là dove fino a tre mesi fa scorreva il traffico da e per Bergamo, le strade sono deserte. "Ci sentiamo presi in giro – protestano i commercianti – La giustificazione del materiale in ritardo ci sembra banale. Non è possibile ritrovarsi in questa situazione, quando si sapeva da mesi che si sarebbero fatti i lavori. Durante l’estate abbiamo perso il 63% del nostro fatturato e non è ancora finita. Il problema, lo abbiamo visto anche col Covid, è che le persone cambiano in fretta abitudini e non è detto che alla riapertura del ponte la clientela torni. Non si possono iniziare i lavori senza materiale. E in più nessuno ci ha avvisati della proroga: l’abbiamo letto sui social".

Precisa Pasquale Gandolfi, presidente della Provincia, stazione appaltante: "Stiamo facendo pressioni all’impresa affinché finisca quanto prima".

M.A.