Como, forza il valico su un’auto rubata con armi a bordo: arrestato ‘corriere’ albanese

Secondo quanto riferito, l’uomo avrebbe ricevuto 2.500 euro per trasportare dalla Svizzera a Bari un mezzo arsenale e altra refurtiva

I carabinieri con le armi sequestrate

I carabinieri con le armi sequestrate allo straniero proveniente dalla vicina Svizzera

Como – Un viaggio dalla Svizzera a Bari per consegnare un carico di refurtiva varia rubata in Svizzera, tra cui armi. Quell’incarico sarebbe stato pagato 2.500 euro, se Albert Isufi, albanese di 45 anni alla guida di una Mercedes Glc 200, non si fosse fatto arrestare dai carabinieri di Turate, che lo hanno fermato a Rovello Porro, dopo essere fuggito durante il controllo in dogana.

Il suo arresto risale a giovedì alle 13, quasi quattro ore dopo aver forzato il valico di Brogeda, fuggendo lungo la A9. Interrogato ieri al Bassone dal Gip di Como Carlo Cecchetti, Isufi ha raccontato che su quell’auto, rubata il giorno prima in Svizzera, sapeva di trasportare merce illegale, anche se forse non si era preoccupato di capire, nel dettaglio, cosa fosse stato caricato. Doveva solo arrivare a Bari, all’indirizzo che gli era stato indicato dal connazionale che gli aveva consegnato il suv. Ma quando in frontiera il finanziere ha cercato di fare un controllo, sapeva che non ne sarebbe uscito indenne, così ha accelerato. Q

uando i carabinieri lo hanno individuato, fermo a lato della strada a Rovello Porro, in auto è stato trovato un mezzo arsenale: una pistola Sig calibro 9 parabellum, una pistola a tamburo North American calibro 22, un fucile Sig calibro 5.56x45, tre caricatori per fucile, 66 cartucce Lugher calibro 9 e un bossolo esploso. Una prima valutazione le ha qualificate come armi comuni da sparo, in base alla classificazione della normativa italiana. Inoltre, su una delle armi era inciso il nome del proprietario, uno svizzero del Canton Berna che, contattato il giorno stesso, aveva confermato di aver subito il furto tra martedì e mercoledì.

C’era inoltre altra refurtiva: una valigetta con 216 posate d’argento, 3 computer portatili, un Iphone, nove bottiglie di superalcolici, capi di abbigliamento, un tirapugni, un grosso cacciavite e una punta da trapano. Infine, quattro passaporti e altrettante carte di identità dei familiari del proprietario della Mercedes, e documenti falsi suoi, in particolare un passaporto greco con il quale ha inizialmente cercato di spacciarsi per cittadino greco. Il giudice ha convalidato l’arresto ed emesso custodia cautelare in carcere.