Cervelli in fuga, l’astrofisico Mattia Sormani torna in Italia dopo 10 anni. “Voglio contribuire alla crescita del mio Paese”

Originario di Sormano, vince un bando Ue da 1,5 milioni di euro e trasferisce i fondi all’Insubria. Inghilterra, Germania e ora l’università di casa: "Crescerò qui i miei figli"

Migration

Como – Ha vinto un bando del Consiglio di ricerca Ue da un 1,5 milioni di euro con un progetto per studiare il trasporto di materia verso la Via Lattea e l’alimentazione dei buchi neri. Ma a spingere uno dei più brillanti astrofici europei a tornare in Italia è stata la nostalgia. Mattia Sormani era partito dieci anni fa come tanti "cervelli in fuga" con in tasca una laurea all’Università di Pisa e alla Scuola Normale, poi si è distinto fin da subito con un dottorato a Oxford in Astrofisica teorica e due incarichi di rilievo: ricercatore all’Università tedesca di Heidelberg e poi in quella britannica del Surrey, con un invito della Royal Society, tra le più prestigiose fondazioni scientifiche al mondo, fondata da Newton.

Eppure a 35 anni compiuti, con moglie e figli al seguito, ha deciso di tornare. Perché?

"Tornare in Italia è per me un’importante occasione per contribuire alla crescita scientifica e culturale del Paese in cui sento di avere le mie radici, e che mi ha permesso di studiare Fisica ai massimi livelli senza preoccupazioni economiche. L’esperienza all’estero mi ha fatto acquisire competenze che vorrei riportare qui per dare un impulso di innovazione. E, con lo stesso spirito, vorrei crescere qui i miei figli, investendo anche così sul futuro del Paese".

Tornerà a Sormano, il paese di 640 anime in cui è nato e dove suo padre è sindaco?

"Tornerò a Como come associato di Astrofisica al Dipartimento di Scienza e alta tecnologia dell’Università dell’Insubria, grazie a una chiamata diretta per studiosi risultati vincitori nell’ambito di specifici programmi di ricerca di alta qualificazione. Con mia moglie decideremo dove stabilirci, ma a Sormano ci tornerò di sicuro, di certo andremo spesso a far visita ai nonni".

Sa che molti suoi coetanei farebbero carte false per vivere in Gran Bretagna?

"Lo so, ho studiato a Oxford e ci sono tornato dopo Heidelberg. Ma la Brexit ha influito sulla mia decisione, la Gran Bretagna è cambiata nell’atteggiamento verso gli stranieri, ci considerano un po’ in prova".

E non torna a mani vuote, con sé porta un finanziamento di 1,5 milioni di euro come vincitore del programma Erc, nel 2013, che finanzia i giovani talenti per compiere “ricerche di frontiera”...

"La designazione è arrivata grazie a una ricerca iniziata a Heidelberg. Adesso porterò questo finanziamento in Italia e i fondi serviranno ad assumere sei dottorandi".

In che consistono i suoi studi?

"Al centro delle galassie, la materia alimenta i buchi neri supermassici, creando i motori più potenti dell’universo, i cosiddetti Nuclei Galattici Attivi: con la loro incredibile energia plasmano la formazione e l’evoluzione delle galassie. La mia idea è di usare la Via Lattea come modello per capire questo processo. Svilupperò modelli teorici all’avanguardia e userò dati osservativi di ultima generazione".

Poi ci sono i 300mila euro di Fondazione Cariplo per il “rientro dei cervelli” in Lombardia. Come li spenderete?

"Mi occuperò di divulgazione scientifica nelle scuole, con il coinvolgimento dell’Osservatorio di Sormano, nonché di interventi in sinergia con il programma Hrs4r, coordinato dall’Ufficio Ricerca di Insubria".

L’Osservatorio di Sormano, è nato lì l’amore per le stelle?

"La mia vera passione è la fisica teorica, mi sono avvicinato all’astrofisica perché l’universo è un campo ideale per sviluppare le mie teorie".