Sormano, Mattia Sormani cervello in fuga torna a casa e si porta in dote i fondi per la ricerca

La storia dell’astrofisico comasco che guardando le stelle ha fatto una scelta di cuore

Mattia Sormani

Mattia Sormani

Sormano (Como), 30 novembre 2023 - In un paese di giovani laureati con la valigia in mano, costretti ad andare all’estero per far carriera, lascia ancor più sorpresi la scelta del giovane e brillante astrofisico Mattia Sormani che dopo essere stato un ‘cervello in fuga’ ha deciso di tornare a casa.

Originario di Sormano, un piccolo comune della Valassina, in provincia di Como, e innamorato delle stelle fin da bambino forse perché il suo paese ospita un piccolo, ma molto efficiente, osservatorio astronomico, Mattia dopo una laurea a pieni voti all’Università di Pisa e alla Scuola Normale di Pisa ha fatto la valigia e come tanti coetanei, ad appena 25 anni è partito per l’estero.

Dopo aver conseguito un un dottorato a Oxford in Astrofisica Teorica è stato ricercatore prima Università tedesca di Heidelberg e poi all’Università britannica del Surrey. Dalla prossima primavera però tornera nella sua Como, per insegnare con il ruolo di professore associato in Astrofisica nel Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia dell’Università dell’Insubria.

Oltre alla moglie e i due figli Mattia porterà con sé anche il milione e mezzo di euro che gli è stato assegnato quando era ad Heidelberg dal Consiglio di ricerca europeo per un progetto di studio sul trasporto di materia verso il centro della Via Lattea e l’alimentazione dei buchi neri. A Como proseguirà i suoi studi con sei dottorandi che verranno individuati attraverso un concorso, ma all’Insubria è già una star perché sarà il primo vincitore di un Erc Starting Grant, uno dei premi più prestigiosi dell’Ue che vanno a ricerche di frontiera.

“Tornare in Italia è per me un’importante occasione per contribuire alla crescita scientifica e culturale del paese che mi ha cresciuto e in cui sento di avere le mie radici, e che mi ha permesso di studiare fisica ai massimi livelli senza preoccupazioni economiche – commenta Mattia Sormani –. L’esperienza all’estero mi ha permesso di acquisire competenze che ora vorrei riportare nel mio territorio di origine per dare un impulso di innovazione. E, con lo stesso spirito, vorrei crescere qui i miei figli, investendo anche in questo modo sul futuro di questo Paese”.

Il progetto, che prenderà avvio a Como nell’aprile 2024, si intitola ‘The Milky Way as key to understanding the inward transport of matter to the centre of galaxies’. Il cuore della ricerca è un importante problema astrofisico: come la materia venga trasportata dal bordo della Galassia, dove si trovano il pianeta Terra e il sistema Solare in cui abitiamo, fino al centro, a distanze di ventimila anni luce da noi, dove si trova un buco nero supermassiccio.

Oltre al milione e mezzo di euro dell’Ue Mattia e l’Insubria potranno contare anche su un finanziamento di 300mila euro messo a disposizione da Fondazione Cariplo, destinato proprio a consentire il rientro in Italia dei nostri migliori studiosi, destinato a un progetto di divulgazione scientifica nelle scuole del territorio, con il coinvolgimento dell’Osservatorio di Sormano, nonché ad una serie di interventi in sinergia con il programma Hrs4r, Human Research Strategy 4 Researcher, coordinato dall’Ufficio Ricerca dell’Università dell’Insubria.