GABRIELE MORONI
Cronaca

Giacomo Bozzoli, ergastolano in fuga. Ezio Denti: “Un piano artigianale non può durare a lungo”

L’investigatore privato: da latitante la vita è difficile.Anche in Marocco senza passaporto è dura. E i soldi non bastano mai

Brescia, 8 luglio 2024 – Quella di Giacomo Bozzoli è una latitanza lungamente preparata o una decisione estemporanea, sulla spinta del crollo emotivo seguito alla notizia della conferma dell’ergastolo per l’omicidio dello zio Mario? È la prima domanda per Ezio Denti. Investigatore della difesa di Massimo Bossetti per la tragedia di Yara Gambirasio, Denti ha indagato sulla scomparsa di Greta Spreafico da Porto Tolle, l’uccisione dei fidanzati Trifone Ragone e Teresa Costanza a Pordenone e quella dell’ex infermiera Pierina Paganelli a Rimini.

Giacomo Bozzoli e la Maserati che avrebbe utilizzato per la fuga
Giacomo Bozzoli e la Maserati che avrebbe utilizzato per la fuga

"La definirei - è la risposta di Denti - una fuga pensata e anche organizzata ma in maniera, per così dire, artigianale. È significativo che dopo la conferma della condanna in secondo grado, Giacomo Bozzoli chieda al suo avvocato se è ancora un uomo libero oppure no. Non credo molto al racconto che è stato fornito dalla compagna. Ma a parte questo, uno si avvia verso la latitanza portandosi dietro la compagna e il bambino? A meno di non pensare che anche la presenza della famiglia non rientrasse in un piano per confondere le acque. E comunque nella scelta di Bozzoli, ci sono molte stranezze, cose di cui il latitante non pare avere tenuto conto".

L'investigatore Ezio Denti
L'investigatore Ezio Denti

Quali?

"Per esempio ha il passaporto scaduto. Poi non sembra avere considerato che in Europa non si trovano facilmente posti dai quali non esiste l’estradizione: il Montenegro, alcune regioni della Moldavia, l’Abkhazia e l’Ossezia, regioni indipendenti della Georgia. Giacomo Bozzoli ha sicuramente pensato di fuggire, ma ha attuato la sua decisione in maniera, per così dire, poco ‘tecnica’. È stata la scelta di una persona ‘incompetente’, non di un organizzatore freddo e cinico. Considero tutte le ipotesi, anche quella che possa avere trovato rifugio nelle enclave spagnole del Marocco. Ma alla fine ritengo che Bozzoli si trovi in Europa e che sia più vicino di quanto si possa pensare".

Che prospettive può avere, oggi?

"Non molte, credo. Pensiamo al denaro. Per la latitanza ne occorre tanto, tanto, ancora tanto. Se Bozzoli avesse trasferito un capitale all’estero attraverso canali ufficiali, gli inquirenti lo avrebbero già accertato. Non è un uomo di ottant’anni, non ne ha nemmeno quaranta. Come vivrà quando le sue risorse finanziarie saranno finite?".

Come vede Giacomo Bozzoli?

"Come un uomo ancora giovane, che in questi momenti non sa dove sbattere la testa. Non può chiamare nessuno perché i telefoni delle persone che gli sono vicine sono intercettati. Non può fare nulla. Quanto può durare? Non ha i mezzi, la capacità, l’intelligenza criminale per vivere una vita intera da latitante. Non mi stupirei se a breve venisse catturato o si arrendesse, costituendosi. Per ora sta soltanto allungando di qualche giorno l’ergastolo che lo attende".