Imprenditore Bonomelli morto dopo l’ansiolitico nel caffè, un accusato si difende: "Sono un rapinatore ma non un assassino"

Bergamo, dei quattro accusati di omicidio aggravato solo uno parla e racconta quella sera

Angelo Bonomelli, la vittima

Angelo Bonomelli, la vittima.

Quante gocce di Rivotril, farmaco usato per il trattamento dei disturbi da panico e di ansia, sono state versate nel caffè che Angelo Bonomelli, 80 anni, di Trescore Balneario, imprenditore (patron dell’albergo Villa Ortensie, a Sant’Omobono) aveva bevuto il 7 novembre 2022 all’incontro al bar Sintony di Entratico con i quattro imputati? Il nodo del processo sono le gocce del farmaco che hanno stordito e, risulta dall’autopsia, ammazzato Bonomelli, cardiopatico. Lo stabiliranno i consulenti Matteo Marchesi, del Papa Giovanni XXIII, e Alessandro Ravelli, specialista in biochimica clinica.

A processo Matteo Gherardi, 34 anni, di Gaverina; il padre Luigi Rodolfo, di 59 anni; la fidanzata Jasmine Gervasoni, 26 anni, di Sedrina, e l’amico Omar Poretti, 26 anni, di Scanzorosciate, tutti in carcere. Il pm Monzio Compagnoni contesta l’omicidio aggravato dai futili o abietti motivi e dall’uso di sostanze venefiche. Dei quattro, solo Matteo ha deciso di sottoporsi alle domande. "Mi ritengo colpevole di rapina, ma non di un omicidio. Non avrei mai ucciso Angelo Bonomelli, non sono un assassino". Racconta che quel giorno si ritrovarono al bar – Bonomelli arriva con il suo suv, Matteo Gherardi (che non ha più la patente, gli è stata ritirata) su una Polo con il padre alla guida e la fidanzata – per un appuntamento.

Dovevano parlare di come rilanciare Villa Ortensie tramite Internet, Bonomelli era interessato all’abilità tecnologica, coi social, di Gherardi. "Lui mi aveva promesso anche un lavoro a Villa Ortensie". Mentre i due parlano il padre e la fidanzata di Gherardi vanno a prendere Poretti a Scanzo. Perché la rapina? "Avevo un debito di 350 euro con degli strozzini, dovevo pagare entro le 19. Io sono ludopatico. Quando è arrivato Omar gli ho detto “sono nei casini” e della mia intenzione e lui era d’accordo", ha risposto l’imputato. Quante gocce di Rivotril? "A Poretti ho detto di metterne pochissime per stordirlo. Il boccetto era quasi vuoto. Oltre che prenderle io da anni, le avevo usate già prima con altre due persone e non era successo nulla". Bonomelli si addormenta al bar, viene portato nella sua auto.

A quel punto Gherardi si impossessa dell’orologio d’oro della vittima e del portafogli. I quattro si dirigono a un Compro Oro per piazzare l’orologio (1.300 euro). "Dopo aver pagato il debito – ha raccontato Gherardi – ho speso il resto alle slot". La sera stessa era tornato al parcheggio: Bonomelli stava ancora dormendo. Il giorno dopo, l’8 novembre, i carabinieri vanno a casa sua e gli chiedono quando avesse visto Bonomelli l’ultima volta. "Ho detto “qualche giorno fa”, a quel punto sono andato nel panico. Mi sono fatto portare da mio padre al parcheggio, ho aperto la portiera dell’auto e ho accertato che Bonomelli era morto. Non sapevamo più cosa fare".

Francesco Donadoni