
Immancabili la foto ricordo e la festa assieme alla figlia e alle (e ai) nipoti
Busto Arsizio (Varese), 13 luglio 2025 – La festa per il diploma all’Ite Enrico Tosi, un momento di grande gioia per Caterina Putignano, 54 anni, di Busto Arsizio. Mamma di due figlie, Erika e Giulia, nonna di due nipoti, Alice e Paolo, ha frequentato il corso serale, indirizzo sistemi informatici. Ogni giorno, dopo il turno di lavoro, in classe, a lezione, al primo banco. E superando momenti di difficoltà e di sconforto ha realizzato il suo sogno, anche lei, tra i 446 diplomati dell’istituto bustese. Ci sono parole che Caterina non ha mai dimenticato, da quando era alunna delle elementari, le diceva la maestra “non combinerai mai nulla nella vita”, a se stessa bambina che si sentiva emarginata, incompresa dedica il diploma.
Il sogno di una vita
Nonna Caterina, neodiplomata, si racconta. “Ho sempre desiderato riprendere gli studi, quel desiderio una piccola luce dentro di me, dopo la terza media avevo cominciato a lavorare, per dare un aiuto economico alla mia famiglia, che da Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, quando io avevo tre mesi si era trasferita al nord, a Solbiate Olona”.

Il primo lavoro in una confezione a piegare mutande, qualche anno dopo in un’altra azienda, continua: “Dovevo piegare le lenzuola ma per me era complicato poiché a causa di una paralisi ostetrica dalla nascita il mio braccio destro era limitato nel movimento, e per questo sono diventata mancina nello scrivere. Un giorno la titolare della fabbrica mi chiama e mi dice”non possiamo tenere nella nostra azienda handicappati”. Parole pesanti, ho pianto ma non mi sono arresa e ho trovato un altro posto”.

Il matrimonio e due figlie
Caterina a 19 anni si sposa, nascono due figlie, poi la separazione dal marito, per la scuola non c’è tempo, il lavoro è fondamentale per il bilancio familiare, spiega: “Svolgevo sempre attività di manovalanza, anche pesanti, probabilmente in quel modo volevo superare il problema al braccio, per essere accettata dagli altri. Mansioni che poi hanno causato problemi al mio fisico e per i quali nel corso degli anni ho subito 12 interventi, ma mi sono sempre rialzata guardando avanti”.

La svolta 19 anni fa
La svolta nel 2006 con l’assunzione nell’azienda National Cleanness, a Malpensa, Caterina è addetta alle pulizie a bordo degli aerei. Dentro di lei c’è sempre l’idea di riprendere gli studi, nel frattempo le figlie crescono e il momento per tornare a scuola arriva. Continua il suo racconto: “Avevo espresso il mio desiderio di riprendere la scuola in azienda e ho trovato pieno sostegno, il dirigente Steven Beretta mi ha subito rassicurata, avrei avuto tutti i permessi necessari. Quindi mi sono iscritta una prima volta dopo il Covid ma per un infortunio sul lavoro ho dovuto rinviare, ho ripreso con l’anno scolastico 2022/2023”.
La prima volta in classe
Ricorda con emozione: “Il momento in cui sono entrata in classe per la prima volta è indimenticabile, il cuore batteva a mille, mi sentivo immersa in un immenso oceano e io dovevo venire a galla”. Caterina Putignano lavora e studia, accanto ha le figlie, le sue prime sostenitrici, orgogliose della loro mamma che aiutano nei compiti. Durante quest’ultimo anno ha dovuto subire un intervento chirurgico: “Venticinque giorni di ospedale – dice la neodiplomata – seguivo le lezioni in Dad. C’ è stato un momento in cui volevo ritirarmi ma l’incoraggiamento in particolare di una docente è stato determinante e ho continuato, il traguardo era vicino”. È stata accompagnata dalle figlie e dai nipoti alla festa dei neodiplomati.
Traguardo raggiunto
“Ho lanciato il tocco – dice – ho sognato anch’io quel momento ed è stato emozionante. Ho pensato a me bambina, a quelle parole che non ho dimenticato della maestra e a quella bambina ho detto “Ce l’abbiamo fatta”. Al termine del mio percorso serale all’Ite Tosi, classe 5SI, sento che per me è stato un continuo arricchimento culturale, ho imparato ad esprimermi senza più paure, ho padronanza della lingua italiana, che mi ha permesso alla prova scritta di maturità di ottenere una bella valutazione per il mio tema dedicato al giudice Borsellino, ora ho compreso le mie potenzialità che potrò valorizzare. Sono contenta, ma devo ringraziare le mie insegnanti Laura Morlotti, Isabella Scaleia, Silvia Zito, Melania Cagnazzo, molto preparate e persone di grande umanità, le ringrazio per la comprensione e l’incoraggiamento”. Caterina, la bambina che non doveva combinare nulla nella vita, “ce l’ha fatta”. Anche lei come tanti giovani ha lanciato il tocco verso il cielo. “Non è mai troppo tardi”, avrebbe detto un grande maestro.