Baby Gang lascia il carcere in Lamborghini: “La legge italiana non funziona un c...o”

Il trapper da milioni di follower torna ai domiciliari a Lecco dopo essere uscito dalla casa circondariale di Busto Arsizio, dove era stato mandato per una supposta violazione proprio dei domiciliari

Baby Gang subito fuori dal carcere

Baby Gang subito fuori dal carcere

Busto Arsizio (Varese) – Affermazioni vicine all’eleganza dell’italiano di Dante e un’auto che grida discrezione: così (si scherza...) è uscito dal carcere Zaccaria Mohuib, in arte Baby Gang, che oggi 4 luglio intorno alle 12.30 ha lasciato la casa circondariale di Busto Arsizio, dove era detenuto, per andare invece ai domiciliari. 

“La legge italiana non funziona un c...o”, ha detto Baby Gang prima di salire sulla sua Lamborghini arancione e andarsene definitivamente. Secondo i giudici del tribunale della Libertà (collegio Galli-Buzzanca-Alonge), che hanno accolto la richiesta dell'avvocato Niccolò Vecchioni, i magistrati d'appello non avrebbero tenuto "conto" del fatto che il rapper fosse "stato autorizzato dalla stessa Corte e dal Tribunale prima a derogare sia all'obbligo di permanenza al domicilio e al divieto di comunicare con soggetti terzi".

Il trapper da milioni di follower era tornato di nuovo dietro le sbarre in aprile per aver violato gli arresti domiciliari, dove si trovava con il braccialetto elettronico dallo scorso gennaio e con condanne in primo grado a 4 anni e 10 mesi per una rapina e a 5 anni e 2 mesi per una sparatoria nell'estate del 2022 in una zona della movida milanese. Lo aveva deciso la terza Corte d'appello di Milano.

Il difensore, l'avvocato Niccolò Vecchioni, aveva commentato in modo molto aspro. “La superficialità di questa motivazione lascia sbalorditi dal momento che l'account social del cantante è gestito dal suo manager e il materiale pubblicato è stato realizzato in sessioni di lavoro che erano state autorizzate dalla stessa Corte di appello. Un provvedimento sintomo di schizofrenia giudiziaria avverso il quale faremo appello al Tribunale del Riesame”.