
Un gruppo di anziani in biblioteca che studia per un esame all'università
Tra il 2020 e il 2023, nel Nord Italia si è assistito a un significativo investimento nelle Università della terza età, realtà educative fondamentali per promuovere il benessere, l’inclusione sociale e la partecipazione attiva degli anziani. In particolare, regioni come il Friuli Venezia Giulia hanno stanziato oltre un milione di euro per sostenere queste istituzioni, con finanziamenti dedicati ad attività culturali e didattiche, progettazione per la partecipazione a programmi europei e investimenti in infrastrutture e attrezzature. Nonostante il calo complessivo degli iscritti, fortemente influenzato dalla pandemia e dalla riduzione delle ore di attività didattiche, si è registrato un aumento della partecipazione della fascia over 65, a dimostrazione del crescente bisogno di percorsi educativi dedicati a una popolazione che invecchia. Le Università della terza età, diffuse nelle principali aree urbane del Nord, rappresentano un pilastro del lifelong learning e della cittadinanza attiva, promuovendo modelli di apprendimento non formale che favoriscono la socializzazione e il contrasto alla solitudine. Le istituzioni locali hanno inoltre migliorato il dialogo con queste realtà tramite tavoli di coordinamento e aggiornamenti normativi, ampliando le possibilità di finanziamento e riconoscendo come attività formative anche momenti culturali come visite guidate e spettacoli. Questa attenzione crescente riflette la consapevolezza del ruolo strategico dell’educazione degli anziani nel costruire comunità più inclusive e resilienti nel contesto demografico attuale del Nord Italia. Inoltre, molte università della terza età stanno sviluppando progetti innovativi che integrano nuove tecnologie digitali per facilitare l’accesso e coinvolgere anche coloro con mobilità ridotta, favorendo così una partecipazione più ampia e inclusiva. L’impegno si estende anche alla promozione di attività che stimolano la creatività e il benessere psicofisico, riconoscendo l’importanza di un approccio olistico all’invecchiamento attivo.