Val di Mello, le ruspe fanno marcia indietro e ritorna il sereno

Dopo la decisione di Ersaf di fare marcia indietro e ripristinare lo stato dei luoghi. La vittoria delle guide alpine

La scogliera verrà demolita e i massi andranno rimessi dov’erano in Val di Mello
La scogliera verrà demolita e i massi andranno rimessi dov’erano in Val di Mello

Val Masino (Sondrio) - Dopo tanti giorni di apprensione è finalmente tornato il sereno in Val di Mello dopo la decisione di Ersaf di fare marcia indietro e ripristinare lo stato dei luoghi. Una vittoria per Jacopo Merizzi, tra i primi a lanciare l’allarme insieme alle altre guide e al comitato locale che già nel 2019 raccolte oltre 63mila firme attraverso una petizione online. "Non siamo stati noi a vincere, ma il buonsenso la necessità di tutelare una valle così bella – spiega Merizzi – Anche il direttore di Ersaf, Massimo Ornaghi, che l’altro giorno è venuto fin quassù a incontrarci, ha riconosciuto la bellezza e l’unicità di questi luoghi e ha immediatamente compreso l’intervento che è stato fatto era sbagliato".

Oltre che non autorizzato come aveva già evidenziato nei giorni scorsi la Sovrintendenza della Lombardia, ricordando come la conferenza di servizi fosse sì stata aperta, ma non si fosse mai conclusa e men che meno avesse mai autorizzato l’intervento di Ersaf. Lo stesso direttore generale dell’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste ha parlato di un "vistoso errore compiuto dal direttore dei lavori" che facevano capo a Italo Buzzetti, responsabile della Gestione operativa Lombardia Nord Ovest che ha gestito tutta la pratica dagli uffici di Morbegno.

Nel corso del sopralluogo alla presenza di incaricati della Regione e della Sovrintendenza gli stessi geologi hanno riconosciuto l’inutilità dell’argine appena realizzato che non serve a drenare la corsa delle acque, che anzi scorreranno più impetuose adesso, un tratto delle sponde del torrente è stato reso rettilineo. Per fortuna di fronte a Jacopo Merizzi, Andrea Panighetti, Giulia Pirola e tutti gli altri volontari che hanno difeso la Val di Mello il direttore Massimo Ornaghi si è impegnato a eliminare l’intervento restituendo alla valle l’aspetto che aveva prima. "Andrà demolita la scogliera e i massi andranno rimessi dov’erano, anche nel letto del torrente. Poi speriamo che la natura faccia il resto e nell’arco dei prossimi quattro o cinque anni tutto torni ad avere un aspetto di naturalità". Poi sarà la volta dei lavori per il sentiero dei disabili, un’intervento di cui guide e il comitato locale farebbero volentieri a meno. "Non avete idea di quante lettere e mail ho ricevuto in questi anni di portatori di handicap che chiedevano di non fare questi lavori, o almeno non farli in loro nome – conclude Merizzi – Di fronte alla bellezza di questa natura così selvaggia siamo tutti disabili, perché qui è lei a dominare e non l’uomo. Purtroppo è ancora difficile far passare questo messaggio di profondo rispetto dell’ambiente". Roberto Canali