Una linea ferroviaria che arranca, tra ritardi continui e treni soppressi: "Alle Olimpiadi perdiamo la faccia"

Un’altra giornata da incubo sulla Milano-Lecco-Sondrio-Tirano: venerdì sera viaggiatori a destinazione 90 minuti dopo l’orario previsto. "Disservizi che si ripetono"

Una linea ferroviaria che arranca. Ritardi continui e treni soppressi: "Alle Olimpiadi perdiamo la faccia"

Una linea ferroviaria che arranca. Ritardi continui e treni soppressi: "Alle Olimpiadi perdiamo la faccia"

Sulla linea ferroviaria Milano-Lecco-Sondrio-Tirano a correre sono soltanto i disservizi, per migliaia di viaggiatori che ogni giorno si vedono costretti a salire sui convogli di Trenord con impianti gestiti da Rfi. Ancora nella serata di venerdì è stato un incubo per lavoratori e studenti che rientravano in Valtellina.

"Siamo partiti dalla stazione Centrale di Milano nel tardo pomeriggio e, a un certo punto, quando ci trovavamo nel tratto lecchese il convoglio continuava a fermarsi e all’interno dei vagoni a spegnersi le luci. Nessun addetto diceva nulla, nessuna informazione da parte di personale di bordo. Finchè si è materializzata un’addetta la quale ci ha informati che avremmo dovuto scendere a Dervio perché il treno avrebbe dovuto retrocedere immaginiamo sino alla stazione di Lecco", spiegano alcuni utenti che hanno poi atteso invano l’arrivo di annunciati bus sostitutivi, finché hanno chiesto ai familiari di andare a recuperarli.

"Si è trattato del treno numero 2834 partito da Centrale alle 17.20 e arrivo previsto a Sondrio alle 20.10 - ci ha fatto leggere ieri un addetto di Trenord nelle comunicazioni interne - fermatosi tra Piona e Dervio per un guasto al locomotore. E poi fatto retrocedere. I viaggiatori hanno poi trovato un altro treno per proseguire il viaggio. Inoltre un altro guasto in prossimità di Dervio, a un passaggio a livello, ha ulteriormente rallentato il traffico ferroviario sino a 90 minuti".

E altri pendolari: "Questa è la ferrovia olimpica ? Se la situazione non cambia, speriamo non vengano ad assistere all’evento: altrimenti ci copriremmo di ridicolo. Altro che promozione del territorio grazie ai Giochi".