Sondrio, 85 casi di violenza contro le donne: chi sono gli autori e come riconoscerli

I violenti sono italiani di differenti estrazioni sociali. La Mobile a cui sono stati segnalati i casi: “È sbagliato sottovalutare”. L’Anticrimine: utili i percorsi di recupero

Il dirigente della Squadra Mobile della Questura di Sondrio Niccolò Battisti

Il dirigente della Squadra Mobile della Questura di Sondrio Niccolò Battisti

Sondrio, 7 dicembre 2023 – Non sono esenti Valtellina e Valchiavenna al fenomeno della violenze di genere. Autori spesso italiani di varie estrazioni sociali. È quanto emerge dai dati elaborati dalla Squadra Mobile diretta da Niccolò Battisti della questura di Sondrio, in particolare alla luce del lavoro svolto dai detective della 2ª Sezione, quella che si occupa dei reati contro la persona, minori e fasce deboli. Si tratta di una casistica, dall’1 gennaio ad oggi, che comprende due custodie cautelari in carcere, una ai domiciliari, un allontanamento da casa e divieto di avvicinamento e comunicazione con la parte offesa, tre divieti di avvicinamento.

“Sono state 85 le deleghe ricevute dalla Procura per episodi avvenuti in tutta la provincia – spiega il dottor Battisti –. Abbiamo seguito 20 casi relativi a maltrattamenti in famiglia o episodi di violenza domestica; 17 per atti persecutori e situazioni conflittuali in relazioni sentimentali o in ambito condominiale e vicinato.

Inoltre ci siamo occupati di 28 fascicoli, sempre come quelli sopra in materia di Codice Rosso e reati connessi, per lesioni aggravate, minacce gravi e molestie. Nove deleghe a investigare hanno riguardato strettamente reati in materia sessuale, in via prevalente abbiamo operato con la Procura di Sondrio, ma anche con altre lombarde, con quelle di Barcellona Pozzo di Gotto, Vercelli, Sulmona, Ferrara e la Procura dei Minori di Milano. L’invito è a segnalare con tempestività: abbiamo personale specializzato per dare rapide ed efficaci risposte agli Sos”.

“Il mio ufficio si occupa, innanzitutto, della prevenzione. Di far capire alle donne quali sono i comportamenti spia di possibili fatti gravi futuri –  dichiara Daniel Segre, dirigente della Polizia Anticrimine – . Ora la segnalazione assume un maggiore peso, rispetto a un tempo, anche se arriva da terzi a conoscenza. Il questore Mazza emana e io notifico il provvedimento di ammonimento, contestualmente c’è l’invito al destinatario a recarsi all’Asst per la presa in carico nell’ambito del protocollo Zeus, finalizzato al recupero del maltrattante. Si punta ad evitare le recidive. Chi partecipa, con risultati, dopo tre anni può chiedere la revoca dell’ammonimento, altrimenti è “certificato di maltrattante”. Importanti sono stati gli incontri con le scolaresche e proficui gli incontri con le forze dell’ordine”.