Mort el föch e fregia l’acqua. Che desolazione

Chiusura dell'osteria Belvedere: sconcerto tra gli anziani del "canton di ball". Un luogo di gioia e relax per molti ora definitivamente chiuso.

Magni

Si è diffusa un’atmosfera di sconsolato stupore e di delusione l’altra mattina al “canton di ball“, l’angolo della piazza dove amano raccogliersi gli anziani per quattro chiacchiere. Cos’è accaduto? Poco prima era giunto il Carletto il quale aveva annunciato che aveva definitivamente chiuso i battenti, l’osteria Belvedere, su in alto alla collina, da sempre luogo di delizia semplice e innocente di tanti anziani che , nei mesi belli da fine primavera ad autunno inoltrato, vi salivano tranquillamente a piedi, o anche in auto, per trascorrere l’intero pomeriggio sul grande balcone, sotto un ampio glicine, dal quale si poteva godere il paesaggio stupendo che si distendeva più in basso. Sulla terrazza del Belvedere si giocava anche alle carte, si beveva vino mischiato a gazzosa (bevanda rinfrescante chiamata “piciu paciu“) e si guardava il panorama. Qualcuno non voleva credere alla chiusura definitiva di questo piccolo grande tempio del candido diletto senile, certamente l’ultimo della vita, per alcuni anziani ancora un tantino gaudenti che non vogliono arrendersi al crudele avanzare della vecchiaia, con tutti i suoi mali, i suoi dolori. Trascorrere un pomeriggio d’estate sulla terrazza panoramica del Belvedere era stato come dare una piccola botta ai mali della vita. Adesso però tutta questa bella realtà era dunque terminata. Qualcuno del “canton“ non ci voleva credere: "Ma te sett sicur Carlettu?". E il Carletto rispondeva: "Sun sicur. Sun passa su ier e tutto l’era sarà, mort el föch e fregia l’acqua". Aggiungeva pure di aver letto un cartello con scritto "Cessazione dell’attività: Ci spiace". Per rafforza l’annuncio della chiusura definitiva del Belvedere, Carletto, ha tirato qua: "Mort el föch e fregia l’acqua". Il modo di dire annunciava che un luogo era diventato desolato, chiuso, ormai inutile, come quando sul camino il fuoco è spento e quindi l’acqua della pentola è fredda: fine di tutto. Il fuoco è sempre stato simbolo di vita, di prosperità. I pagani lo hanno perfino adorato.

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