Maxi-evasione fiscale. Genitori e figlia nei guai. Scatta il sequestro

Chiavenna, famiglia con interessi nel settore della ristorazione e carburanti. La Procura ottiene dal giudice di bloccare beni e denaro per tre milioni.

Maxi-evasione fiscale. Genitori e figlia nei guai. Scatta il sequestro

Maxi-evasione fiscale. Genitori e figlia nei guai. Scatta il sequestro

I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Sondrio, sotto la direzione della Procura guidata da Piero Basilone, hanno eseguito una complessa indagine nei confronti di 3 imprenditori della Valchiavenna, genitori e figlia, operanti nel settore del commercio di carburante per autotrazione e attività di ristorazione/bar, i quali avrebbero evaso 3 milioni di imposte. Le attività investigative, condotte dalla Tenenza di Chiavenna, hanno portato alla scoperta del sistema fraudolento messo in atto dagli imprenditori. L’approfondito esame della documentazione contabile societaria, e dei flussi finanziari (su conti correnti di società e soci), ha permesso di "accertare - a detta degli inquirenti - l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e le azioni dolose che ne hanno causato il dissesto finanziario. È emerso come i soci avessero depredato le casse trasferendo all’estero, dai conti, somme di denaro derivanti anche dalla vendita di un ramo aziendale redditizio e, poi, avessero recuperato i soldi su conti personali. Le indagini hanno interessato conti in Italia e all’estero". Si tratta di operazioni volte a ostacolare l’origine illecita delle somme, così attuando il riciclaggio, con tipica finalità di occultamento. Le indagini degli investigatori del tenente Gaetano Mannino, col prezioso supporto della sezione di Pg della GdF in Procura coordinata dal luogotenente Elvis Spagnolatti, hanno indotto i pm a ipotizzare a carico dei 3 i reati di bancarotta fraudolenta (patrimoniale e documentale), evasione fiscale, che hanno generato la provvista di origine illecita, e riciclaggio. La solidità dell’impianto probatorio è stata riconosciuta dal gip Fabio Giorgi il quale ha emesso, su richiesta della Procura, il sequestro preventivo finalizzato al recupero delle somme evase, distratte e riciclate, sino alla concorrenza di 3 milioni da ricercare sui conti correnti degli indagati o aggredendo loro immobili e beni mobili. I militari hanno eseguito le misure cautelari disposte dal gip sottoponendo a vincolo cautelare, quale presunto illecito profitto, 25 beni immobili (case e terreni intestati alla moglie), per un valore di oltre un milione e 250mila euro su conti correnti e fondi. "Nei prossimi giorni valuterò se proporre ricorso al Riesame", ha detto l’avvocato Marcello Perillo di Lecco che con la collega Manuela Ghezza di Chiavenna assiste gli indagati.