Il monologo di Tindaro e le canzoni di Mina: voci libere dal carcere

"Vorrei una voce", monologo di Tindaro Granata, debutta al Teatro Foce di Lugano. Uno spettacolo che racconta il mondo delle detenute di alta sicurezza attraverso le canzoni di Mina. Luci e costumi curati da Luigi Biondi e Aurora Damanti.

Il monologo di Tindaro e le canzoni di Mina: voci libere dal carcere
Il monologo di Tindaro e le canzoni di Mina: voci libere dal carcere

Dall’undici al 13 gennaio, il Teatro Foce di Lugano, in via Foce 1, ospita il debutto assoluto di “Vorrei una voce“ di e con Tindaro Granata (nella foto), lavoro prodotto da Lac Lugano Arte e Cultura in collaborazione con Proxima Res. Uno spettacolo in forma di monologo che fonda la sua drammaturgia dall’incontro di Granata con le detenute di alta sicurezza della casa circondariale di Messina che, attraverso alcune canzoni di Mina, raccontano il loro mondo. Una creazione in cui Luigi Biondi cura il disegno luci e Aurora Damanti ha creato i costumi.