Tirano, frontalieri penalizzati: “C’è una nuova tassa”

Acceso confronto sindacale con le sigle del settore. “Chi è occupato in Svizzera si trova a pagare un balzello che è ingiusto”

Frontalieri penalizzati: "C’è una nuova tassa"

Il sindacalista Cisl Marco Contessa

Chiarezza, concretezza e richiesta di un tavolo interministeriale. Questo quanto emerso nel corso dell’assemblea pubblica dei lavoratori frontalieri svoltasi alla sala Credit Agricole di Tirano e promossa dai sindacati Cgil, Cils, Uil e da Unia e Syna. Temi caldi il nuovo accordo fiscale e la tassa sulla salute, ma non solo. Alla luce della consapevolezza delle novità che sarebbero state introdotte a seguito della ratifica dell’accordo bilaterale Italia Svizzera sulla questione fiscale con la nascita della figura del vecchio frontaliere (ante 16 luglio 2023) e del nuovo frontaliere (post 17 luglio 2023) risultano, invece, inaspettate per i relatori e il pubblico presente le novità introdotte dal governo con la finanziaria così come le questioni applicative messe in campo dalla Svizzera sull’attuazione della legge 83/2023. "

Sono tutte situazioni che rischiano di nuocere gravemente ai frontalieri della nostra provincia", dichiara Marco Contessa, responsabile nazionale frontalieri Cisl, che pone l’accento in primis sulla "tassa sulla salute". "La finanziaria 2024 lo chiama contributo, ma per noi è decisamente una tassa che piove sulla testa dei vecchi frontalieri dietro il falso miraggio di pagare di più medici e infermieri e farli rimanere in Italia a lavorare - spiega Contessa -. Spero che tutti si rendano conto che non bastano 400 euro in più lordi al mese, qualora si riuscisse a farli avere visto e considerato il percorso assai impervio che occorre compiere per renderli esigibili, per far sì che medici e infermieri rinuncino ad uno stipendio almeno triplo rispetto a quello italiano".

E ancora: "Su questo tema Regione Lombardia deve pensare di utilizzare le quote di ristorni per aumentare gli stipendi dei lavoratori di frontiera (tutti) e creare forme di welfare territoriale così come previsto dalla legge 83". Due, invece, per Contessa i problemi della legge ossia "la lista dei Comuni di confine e la nuova indennità Naspi prevista dalla legge 83. Nel primo caso rischiamo, per colpa del Canton Ticino, che molti lavoratori della nostra provincia, che fino al 2023 sono stati considerati vecchi frontalieri, ora vengano considerati nuovi frontalieri e che debbano pagare le tasse in Italia. Un cambio radicale in peggio solo perché l’Italia non riesce, o non vuole, far valere le sue ragioni e tutelare i lavoratori. Per quel che concerne la Naspi pare che la Svizzera non stia permettendo l’applicazione di una norma europea".