
Un’immagine che mostra come diventerà l’area ex Neca «È il primo intervento che si concretizza dopo 40 anni» ha ribadito il sindaco Michele Lissia
"Le aree dismesse devono dare servizi alla città, altrimenti diventano punti di conflitto". Il consigliere del Movimento 5 stelle con delega all’urbanistica, Vincenzo Nicolaio, intervenendo giovedì sera in Consiglio comunale dove i tecnici hanno illustrato il progetto di rigenerazione dell’ex Neca, ha usato queste parole. Ha sollevato non poche polemiche il piano che riguarda la prima grande area dismessa che tornerà a nuova vita. Polemiche perché le decisioni non sono state prese coralmente, perché non ci saranno case popolari e per gli alloggi per 500 studenti che saranno realizzati su 10mila metri quadrati.
"Ci sono 2.500 metri quadri - ha detto Daniele De Chiara di Avs parlando a titolo personale - a fronte di 25mila metri di edificazione. Ci sono opere a compensazione per 2 milioni su un progetto di 140 milioni. Quanto ai posti letto per gli studenti sono da 17 metri quadri compresi i bagni e i corridoi. Forse le associazioni studentesche avranno qualcosa da ridire". E proprio sullo studentato è intervenuto anche Giuseppe Arcuri (Forza Italia) che ha sottolineato come sorgano studentati ovunque. "Il Mondino diventerà studentato - ha ricordato Arcuri -. Pavia è la città italiana che ha il maggior numero di posti letto convenzionati in proporzione agli studenti. Negli anni ‘70 l’economia della città era fatta di persone che investivano sugli appartamenti da affittare, ora non è più così. Questo eccesso di posti poteva essere controllato".
In passato poi era stato ipotizzato di far nascere all’ex Neca un auditorium con centro congressi, che ora non si farà più. Nell’area ci sarà il 45% di aree verdi la cui manutenzione sarà curata dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia che manterrà la proprietà con un vincolo privato all’uso pubblico, il 17% di aree pensili, un altro 17% di piazze e di percorsi, l’8% di viabilità e il 13% di superficie coperta dove staranno gli edifici che saranno leggermente più alti. "L’unico percorso veicolare - ha illustrato l’ingegnere Gian Michele Calvi - lambirà la ferrovia e il parcheggio pubblico si trova in prossimità della stazione". "Dopo 4 legislature - ha sottolineato Roberto Rizzardi di Cittadini per Pavia - finalmente siamo arrivati in fondo. Restano due rimpianti: una strada che collegasse viale Matteotti al parcheggio e qualche alloggio di edilizia popolare". Il progetto sarà realizzato da Redo Sgr (Società benefit del progetto UnaPavia) che realizzerà anche 15mila metri quadrati di parcheggi privati tutti in interrato. "C’è un investimento importante sulla città che dovremo apprezzare - ha concluso il sindaco Michele Lissia -. È il primo intervento che si concretizza dopo 40 anni".