
Il sit-in dei cittadini sul ponte in viale Ludovico il Moro: i lavori per riqualificarlo non sono mai iniziati
Pavia – Dopo 405 giorni senza ponte di via Ludovico il Moro, un gruppo di cittadini ha deciso di alzare il livello della protesta e ieri mattina si è ritrovato davanti al viadotto che ormai avrebbe dovuto essere ultimato e invece non è neppure iniziato. “Contestiamo la mancanza di trasparenza da parte del Comune - ha detto Giovanangelo Usai del comitato Pavia dinamica e comitato Città Giardino -. Da marzo c’è stata una fitta corrispondenza tra palazzo Mezzabarba e la ditta appaltatrice ed era chiaro che il ponte non si sarebbe potuto realizzare nei tempi indicati. Eppure non è stata presa nessuna iniziativa per poter risolvere il problema. Noi avevamo suggerito al sindaco di collocare un ponte provvisorio in attesa che si risolvessero le problematiche tecnico-amministrative”.
È da un anno che i residenti pungolano l’amministrazione comunale per avere nuovamente il collegamento tra viale Repubblica e via Ludovico il Moro perché con la ripresa delle attività e lo squillo della prima campanella, si formeranno ancora code sul viale e sul ponte Ghisoni.
“Conosciamo l’iter dalla data di consegna lavori ad oggi - ha aggiunto Usai - che ha riguardato una serie di contestazioni o definizioni tecniche tra l’impresa e la direzione lavori e il responsabile unico del progetto. Questioni che non sono state ancora risolte”. I residenti contestano a palazzo Mezzabarba “l’assenza di strategie di uscita da una situazione di impasse che ci costringerà a continuare a sopportare disagi per molti mesi ancora senza vedere un’opera all’orizzonte”.
Il ponte è stato chiuso al traffico il 22 luglio 2024 perché pericoloso. A gennaio è stato approvato il progetto esecutivo e il 24 aprile i lavori sono stati consegnati all’impresa Fratelli Marotta di Avellino che si è impegnata a realizzarli in 120 giorni. Ma l’opera non è mai iniziata e il 21 agosto il direttore lavori ha intimato la risoluzione del contratto, se l’opera non fosse iniziata.

“Abbiamo concesso una settimana all’impresa - ha puntualizzato l’assessora ai lavori pubblici Alice Moggi -, altrimenti chiudiamo il contratto, applichiamo le penali, escutiamo la fidejussione, segnaliamo ad Anac l’impresa e non escludiamo di avviare una causa di risarcimento danni. Abbiamo altre 5 ditte che hanno partecipato alla gara d’appalto e seguono in graduatoria. Le interpelleremo per subentrare”