Peste suina, trovate altre due carcasse infette nel Parco del Ticino: “Il fiume è un’autostrada per il virus”

Il ritrovamento a Torre d'Isola: salgono a quattro gli animali trovati nel territorio comunale. Ora si attendono provvedimenti per il contenimento della malattia

Un cinghiale

Un cinghiale

Torre d’Isola (Pavia), 17 ottobre 2023 – Altre due carcasse di cinghiali che avevano contratto la peste suina africana sono state trovate nel Parco del Ticino. Con questi ultimi sono complessivamente quattro gli animali infetti trovati nel territorio comunale di Torre d’Isola, a due passi dal fiume.

La prima carcassa è stata recuperata il 5 ottobre, un’altra il 7 e poi altre due adesso che sono risultate positive. Quattro animali, ma sono migliaia i cinghiali che popolano il parco e il corso d’acqua, secondo gli esperti, rappresenta un’autostrada per il virus.

“Il Parco del Ticino è una zona molto popolata di cinghiali – ha detto Daniele Vigo, docente di fisiologia veterinaria all’Università di Milano – e ha diverse interazioni con il mondo agricolo dove insistono diversi allevamenti di suini”. 

In Oltrepò, invece, dove recentemente è stata trovata una carcassa infetta a Varzi sembrerebbe che i cinghiali ammalati non varchino il torrente Staffora. “Il lavoro fatto finora – ha aggiunto il docente – sta dando buoni risultati”.

E nel tardo pomeriggio di oggi la Regione ha disposto che nel Parco siano tenute alcune precauzioni igieniche simili a quelle che vengono adottate da tempo sulle colline. L’informazione, però, non è ancora arrivata ufficialmente ai sindaci.

Si attende di sapere quali Comuni dovranno essere interessati dalle disposizioni e se verrà istituita una nuova zona rossa. Un annuncio che, forse, nei prossimi giorni il commissario alla peste suina africana Vincenzo Caputo porterà personalmente a Pavia.