Violenze su Jordan Jeffrey Baby, il trapper trovato impiccato in cella a Pavia: il processo slitta subito

Rinviato per un impedimento del legale di Gianmarco Fagà noto come Traffik, “collega” della vittima. Il difensore del 26enne morto: il carcere per lui è stato un inferno

Jordan Jeffrey Tinti, in arte Jordan Jeffrey Baby, è stato trovato impiccato

Jordan Jeffrey Tinti, in arte Jordan Jeffrey Baby, è stato trovato impiccato

Pavia – È iniziato oggi ed è subito stato rimandato per legittimo impedimento dell’avvocato che difende Gianmarco Fagà il processo nel quale il trapper noto come Traffik era imputato. L’udienza riguardava i presunti maltrattamenti che il trapper Jordan Tinti noto come Jordan Jeffrey Baby diceva d’aver subito in carcere a Pavia. Il presunto aggressore sarebbe l’amico trapper come lui, rinchiuso nello stesso carcere, che avrebbe agito anche durante la notte.

Se ne riparlerà il 12 aprile e il primo passo sarà il subentro del padre di Jordan e la sua costituzione di parte civile. Jordan, infatti, nella notte tra l’11 e il 12 marzo è stato trovato impiccato in una cella della casa circondariale di Pavia dove era rinchiuso perché condannato in primo grado a Monza per rapina aggravata dall’odio razziale (accusa riqualificata in violenza privata in appello).

Ieri in tribunale si è presentato anche il padre di Jordan Jeffrey Baby, originario di Bernareggio in provincia di Monza sulla cui fine la procura di Pavia indaga con l’ipotesi tecnica di omicidio colposo, per svolgere gli accertamenti utili tra cui l’autopsia. "Il carcere per Jordan è stato un inferno - ha detto l’avvocato del 26enne, Federico Edoardo Pisani -, ha raccontato d’aver subito maltrattamenti, abusi sessuali e non solo. Vogliamo giustizia e vogliono sapere cosa è successo, perché ci sono fondati dubbi che quello tra l’11 e il 12 marzo non sia stato un atto volontario, ci sono diverse anomalie". Nell’inchiesta, coordinata dal pm Alberto Palermo, sono già state ascoltate come testi alcune persone, tra cui detenuti.

“Il fascicolo è stato aperto per omicidio colposo - ha aggiunto il legale - ma è chiaro che sia un vaso di Pandora, vedremo che cosa emergerà". Gli esami autoptici saranno effettuati probabilmente tra martedì e mercoledì prossimo. "Chiederemo di indagare ad ampio raggio" ha aggiunto Pisani che ha un rammarico: "Ero quasi riuscito a togliere Jordan dal carcere in cui si trovava dall’agosto 2022, invece il magistrato di sorveglianza ha sospeso l’affidamento terapeutico provvisorio in una comunità ed è tornato dietro le sbarre. Quel rientro è stato fatale". L’autopsia potrà fare chiarezza sulle cause della morte. Da quanto risulta, il giovane è stato trovato impiccato e inginocchiato nella sua cella. Per il legale, però "bisogna chiedersi perché Jordan era ancora in carcere a Pavia". Tinti aveva denunciato di aver subito maltrattamenti e abusi. Per la violenza sessuale la procura ha chiesto l’archiviazione e l’avvocato Pisani si è opposto.