Eitan, tre milioni di euro per uscire dal processo: “Aiuto concreto al piccolo”

Il disastro del Mottarone, il bimbo di 9 anni unico sopravvissuto: perse genitori, bisnonni e fratellino. Paga l’azienda di manutenzione dell’impianto: "La sua vita prosegue"

Il piccolo Eitan in braccio al nonno Schmuel Peleg

Il piccolo Eitan in braccio al nonno Schmuel Peleg che lo rapì dai parenti di Pavia

Verbania – Tre milioni di euro per costruirsi un futuro, dopo aver perso i genitori, il fratellino e i bisnonni materni. Con la somma riconosciuta a Eitan, 9 anni, unico sopravvissuto al disastro del Mottarone, si chiude la delicata partita dei risarcimenti. I parenti delle persone a bordo delle cabina precipitata nel vuoto il 23 maggio di tre anni fa, provocando 14 vittime, avevano già accettato nelle scorse settimane un maxi-risarcimento messo sul tavolo da Leitner, il colosso altoatesino che si occupava della manutenzione dell’impianto. Per questo non si sono costituiti come parti civili, nell’udienza preliminare in corso davanti al gup di Verbania.

Mancava solo Eitan, ma ora si è chiusa anche questa partita grazie al buon esito delle trattative. Il bambino, quindi, esce di scena dal processo. Oggi, nel corso della seconda udienza preliminare in programma a Verbania, il legale che rappresenta Eitan, l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, ritirerà quindi la richiesta di costituzione di parte civile formulata lo scorso 17 gennaio. Restano, tra le possibili parti civili, la Regione Piemonte, il Comune di Stresa e l’Anmil. "Si è arrivati alla definizione di accordi transattivi che coinvolgono tutte le parti in causa, persone fisiche e giuridiche – spiega l’avvocato Ventimiglia –. Sono molto contento di questo risultato, che ci soddisfa pienamente. Leitner e Reale Mutua hanno offerto un contributo importante per garantire un futuro sereno sotto un profilo economico a Eitan".

Anche Ferrovie del Mottarone, la società che aveva in gestione l’impianto (ora tra gli imputati), ha offerto un risarcimento. Per il legale "Eitan doveva uscire il più velocemente possibile da questa vicenda, e così è stato. Indubbiamente nessun risarcimento potrà mai restituirgli ciò che gli è stato tolto a fronte di questa immane tragedia. Ma d’ora in avanti, circondato dall’affetto di tutti i parenti e degli amici – ha proseguito – potrà concentrarsi soltanto sul proprio cammino di vita, restando lontano dalle aule di giustizia, provando a chiudere questa dolorosissima parentesi della sua vita, guardando al futuro con la spensieratezza e la serenità che non devono mai mancare nell’infanzia di un bambino".

Eitan, che frequenta la terza elementare nel Pavese, dopo la tragedia finì anche al centro di un’aspra contesa familiare. Il nonno, Shmuel Peleg, rapì il bambino e lo portò in Israele sottraendolo ai parenti residenti in Italia: per l’accaduto ha patteggiato venti mesi. Superato il nodo delle parti civili e dei passaggi tecnici, l’udienza davanti al gup Rosa Maria Fornelli alla Casa della Resistenza di Verbania dovrebbe entrare nel vivo. Sono state fissate udienze ogni due settimane fino al 4 giugno, per valutare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Verbania, guidata da Olimpia Bossi, nei confronti dei presunti responsabili (sei persone e due società, Leitner e Ferrovie del Mottarone) di quella catena di carenze nella manutenzione della funivia e inosservanza di basilari misure di sicurezza alla base del disastro, nel quale hanno perso la vita 14 persone uscite di casa per una tranquilla gita domenicale sul monte affacciato sul lago Maggiore. Tra gli imputati, oltre all’imprenditore Luigi Nerini e a tre dirigenti Leitner, l’ex caposervizio Gabriele Tadini e l’ex direttore d’esercizio Enrico Perocchio.