
Ibrahim Mansour, 44enne egiziano è stato ucciso nel gennaio 2023
Pavia – Per l’omicidio di Ibrahim Mansour, quarantaquattrenne egiziano ucciso nel gennaio 2023 a Cassolnovo, il pubblico ministero Andrea Zanoncelli ha chiesto la condanna a trent’anni di reclusione per Antonio e Claudio Rondinelli e a sedici anni di reclusione per Carmela Calabrese. L’udienza è stata rinviata al 24 giugno per le arringhe difensive. Antonio Rondinelli, sessantacinque anni, è il padre di Claudio, quarant’anni, e marito di Calabrese, cinquantasei anni.
La famiglia sta affrontando il dibattimento e per padre e figlio l’accusa è di omicidio volontario mentre per la donna di concorso in omicidio. Infatti, secondo la ricostruzione dell’accusa, il delitto sarebbe stato deciso nel corso di un incontro tra i famigliari organizzato da Calabrese, la quale non avrebbe poi preso parte materialmente all’uccisione della parte offesa a differenza, secondo le accuse, invece, di Antonio e Claudio Rondinelli, i quali in una precedente udienza ascoltati nel corso dell’esame degli imputati si erano detti innocenti.
In particolare il figlio in aula aveva negato qualsiasi coinvolgimento sottolineando di non esser stato presente sulla scena del delitto e di essere detenuto ingiustamente, si era creato qualche istante di tensione tanto che la seduta era stata sospesa. Mansour era stato trovato carbonizzato nella propria vettura alla frazione Morsella di Vigevano il 14 gennaio dell’anno scorso. Le indagini avevano portato a scoprire che era stato invece ucciso a colpi di arma da fuoco, precisamente sia pistola che fucile, a Cassolnovo.
Il movente sarebbe di natura economica, la vittima avrebbe fatto diverse richieste alla famiglia e sembra avesse l’intenzione di chiedere l’affidamento esclusivo della figlia avuta anni prima da un’altra parente degli imputati. Per il delitto a gennaio era stato condannato a diciannove anni con rito abbreviato Massimo Rondinelli, trentacinque anni, figlio e fratello degli imputati.
Massimo Rondinelli aveva confessato di aver preso parte al delitto. Un altro indagato, compagno di un’altra figlia e sorella degli imputati, era invece stato accusato di occultamento di cadavere e a gennaio aveva avanzato richiesta di patteggiamento a un anno e otto mesi di reclusione. Anch’egli aveva testimoniato nel corso del dibattimento, ricostruendo i dettagli del delitto che, ha spiegato in aula, gli avrebbero riferito i presunti coinvolti.