Chat sessista alla Canottieri Ticino, socia accusa: “Si giocavano le donne tra loro. Ora pretendiamo risposte”

Tre ragazze accusano otto uomini di aver condiviso commenti offensivi. Stefania Malerba sferza i vertici: “Ho due figlie, così non ci sto”. Dallo scandalo alle denunce, adesso indaga anche la Procura

L'ingresso del circolo Canottieri Ticino
L'ingresso del circolo Canottieri Ticino

«Se passerà la linea che questo scandalo è scoppiato per colpa delle ragazze che hanno “rubato” un cellulare, mi barrico all’interno della Canottieri". Stefania Malerba, socia del circolo da molti anni come tutta la sua famiglia, è molto amareggiata per quanto sta emergendo sull’indagine aperta dalla Procura di Pavia dopo la denuncia di tre giovani socie, che hanno scoperto l’esistenza di una chat sessista tra otto uomini che appartengono alla più antica società remiera. "Questi uomini scattavano fotografie all’insaputa delle giovani - aggiunge -, facevano commenti e battute sulle relazioni che le donne avevano con alcuni soci, ma per qualcuno quelle “brutte e cattive” sono le ragazze. Non scherziamo. Sta emergendo anche che nella chat si giocavano tra loro le donne. È violenza".

La vicenda risale alla fine di agosto ma è emersa soltanto l’altro giorno e ora a spizzichi e bocconi si aggiungono tasselli che vanno a comporre un puzzle dai contorni poco definiti. "Vorrei avere chiarezza dalla società - rimarca Malerba - e non soltanto io che ci metto la faccia, anche altri soci. Visto che la questione risale ad agosto, perché si è atteso fino ad oggi per farla emergere? Siamo andati in piscina fino a settembre. E perché ora che si sa, la Canottieri Ticino non si preoccupa di convocare una conferenza stampa nella quale fornisce tutte le spiegazioni del caso? Spera che così si sgonfi? No, i particolari si vengono a sapere per vie traverse, quando sarebbe meglio avere informazioni di prima mano. Non voglio conoscere i nomi delle persone coinvolte, ma pretendo che vengano allontanate. Se non accadrà però, mi spiace, dovranno rinunciare alle nostre quattro quote e lo stesso faranno altri soci". E sottolinea: "La Canottieri è una bella realtà che vorrei continuare a frequentare serenamente, ma non posso farlo se penso che accadono queste situazioni. Ho due figlie che frequentano il circolo, posso stare tranquilla al pensiero che otto uomini non riescono a fare pace con i propri ormoni impazziti durante una crisi di mezza età?".

Per avere delle risposte la donna sta inviando mail alla società con le quali chiede che venga indetta un’assemblea e che il presidente Angelo Fortunato, al quale rinnova la sua stima, prenda una posizione. "Le manderò finché non verrò ascoltata - anticipa -, come ci mandano inviti per incontri con la mental coach e serate di degustazioni vini, possono anche invitarci a un’assemblea. Altrimenti vorrebbe dire che anche i vertici hanno qualcosa da nascondere. Mi spiace non aver ancora ricevuto una risposta alle mie richieste. Andrò avanti fino a quando non ne avrò una".

Sembra che da agosto gli otto uomini abbiano continuato a frequentare la società, mentre le tre ragazze si siano defilate, sentendosi in imbarazzo: non sono state più viste. Appena è scoppiato lo scandalo, è partita la corsa a cercare di identificare i responsabili della chat ricordando atteggiamenti sospetti e sorrisini. Intanto, alcune mogli delle persone coinvolte si sarebbero schierate in difesa dei mariti. "Ognuno può fare come crede - dice Stefania Malerba - personalmente ritengo dovrebbero essere difese le ragazze e allontanati gli uomini. Nel 2024 non si può credere che una donna passi accanto a un lettino e legga un messaggio su un cellulare. Come l’avrebbe sbloccato? Era uno dei primi cellulari prodotti? Intanto è stato sospeso per tre mesi un solo componente della chat, così si butta fango su tutta la società che ha sfornato dei campioni della canoa, del canottaggio e del tennis. Organizzino una serata benefica contro la violenza alle donne e mandino un messaggio chiaro: questa non è goliardia".