Il carcere dei suicidi di Pavia: 9 morti in due anni, poi la tregua e ieri il trapper Jordan Jeffrey Baby

Jordan Tinti, di 26 anni, è stato trovato morto nella sua cella a Torre del Gallo. L’avvocato: “Aveva già provato due volte a togliersi la vita, troppe carenze nella sorveglianza”

Il trapper Jordan Jeffrey Baby, all'anagrafe Jordan Tinti, si è tolto la vita nel carcere di Torre del Gallo a Pavia

Il trapper Jordan Jeffrey Baby, all'anagrafe Jordan Tinti, si è tolto la vita nel carcere di Torre del Gallo a Pavia

Un altro detenuto morto a Torre del Gallo che, dopo un periodo di tregua, torna alla fama di carcere dei suicidi. Come tra il 2021 e il 2022, quando in nove si tolsero la vita nella casa di reclusione sulla Vigentina. Ma la tragedia di ieri pare diversa per la notorietà del detenuto suicida. Jordan Tinti, 26enne di Bernareggio in Brianza Monzese, trapper, in arte Jordan Jeffrey Baby, già poco più di un anno fa aveva tentato di uccidersi, sempre a Torre del Gallo.

Perché era in carcere

Era il febbraio 2023 e Tinti era ancora in attesa della successiva condanna a 4 anni e 4 mesi per rapina ai danni di un operaio 42enne nigeriano, consumata nell’agosto 2022 alla stazione ferroviaria di Carnate con l’aggravante degli insulti razzisti alla vittima.

I primi tentativi

Era già la seconda volta che provava a uccidersi e il suo avvocato aveva denunciato carenze nella sorveglianza, con parole che ora suonano ancor più pesanti: “Non capisco come abbia potuto mettere in atto un gesto del genere – diceva l’avvocato Federico Edoardo Pisani – e per la seconda volta, in quanto sotto sorveglianza particolare da tempi non sospetti. Ma a questo punto cosa stanno aspettando? Che magari ci riesca davvero?”.

“Sia fatta chiarezza”

E ora lo stesso avvocato, a nome anche del padre della vittima, chiede che venga fatta chiarezza. L’inchiesta sul decesso non potrà comunque cancellare la tragedia avvenuta tra le mura di Torre del Gallo. Lo scorso anno, a maggio, un altro detenuto aveva tentato di togliersi la vita, salvato dalla Polizia penitenziaria che era arrivata in tempo. Non come ieri mattina, quando il corpo del trapper è stato trovato ormai privo di vita nella sua cella. Gli agenti non hanno potuto far altro che chiamare i soccorsi, ma era troppo tardi ed è stato constatato il decesso.

Decessi e carenza d’organico

Come già avvenuto ben nove volte in soli due anni, con sei casi nel 2022 e i precedenti tre in rapida sequenza alla fine del 2021, tanto da spingere la garante dei detenuti, Laura Cesaris, a lanciare un accorato appello ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria. Diverse sigle sindacali della Penitenziaria avevano denunciato, oltre a ripetute aggressioni, anche carenze d’organico con difficoltà di gestire una situazione più volte definita fuori controllo, anche dopo la sommossa del marzo 2020 per cui la scorsa settimana sono stati rinviati a giudizio 68 imputati per devastazione e saccheggio.