Vimercate testimonial di legalità. Sì al Museo diffuso contro le mafie

Dopo la trasferta a Palermo, via libera all’accordo con la Fondazione Falcone sul progetto internazionale. Da un percorso partecipato che riunirà persone di età diverse nascerà un’opera d’arte simbolo dell’impegno.

Vimercate testimonial di legalità. Sì al Museo diffuso contro le mafie
Vimercate testimonial di legalità. Sì al Museo diffuso contro le mafie

Da Palermo a Vimercate, sì definitivo al museo diffuso della lotta alle mafie, la Brianza diventa tappa del progetto internazionale della Fondazione Falcone, guidata da Maria Falcone, e dedicato alla prevenzione e ai giovani. Da un percorso partecipato che riunirà persone di età diverse nascerà un’opera d’arte-testimonial dell’adesione all’iniziativa, fulcro del piano culturale che il Comune ha messo a punto con gli ideatori. Nel maggio scorso i primi passi di un iter che ha radici nell’impegno su questo fronte che Palazzo Trotti porta avanti da sempre, indirizzato dalle parole di Alessandro De Lisi, curatore della Fondazione, ospite in Consiglio nel 2022 per il trentennale delle stragi di Capaci e Palermo. Adesso, il Comune è a tutti gli effetti partner del Museo del presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che vive sui valori della democrazia, dei diritti di cittadinanza e che lavorerà a iniziative di sensibilizzazione sul significato storico, istituzionale e sociale della battaglia contro la criminalità organizzata. L’accordo, che ha validità di tre anni, prevede un contributo una tantum del Municipio di 25mila euro, frutto di una variazione di bilancio approvata in aula a novembre.

"La creazione alla quale ci dedicheremo diventerà simbolo del nostro impegno per difendere e diffondere la cultura della legalità", dice Riccardo Corti, assessore alla Vimercate delle Opportunità. "Un cammino che siamo felici di avere intrapreso e che ci permette di seminare anche qui bellezza e rispetto delle regole – aggiunge la vicesindaca Mariasole Mascia –. Passo dopo passo il processo coinvolgerà le scuole, la gente, le imprese, testimoniando nel nostro Paese e fuori dai suoi confini, il lavoro condiviso a fianco di Palermo per sconfiggere le mafie".

A inizio dicembre una delegazione guidata proprio da lei aveva raggiunto il capoluogo siciliano per suggellare il patto.

"È il primo museo del genere a vedere la luce nel continente – sottolinea la Fondazione Falcone –. Oltre a essere un luogo di memoria, sarà anche un posto d’azione, soprattutto per le giovani generazioni: le aiuterà a coltivare la sensibilità per la comunità". La formula è la stessa di altri interventi del passato, anche stavolta gli organizzatori ricorrono a street-art, scultura, installazione e performance "per trasmettere il messaggio in particolare ai ragazzi".