A Vedano sei alloggi che valgono come una terapia: ospiteranno persone con disagio psichico

Inaugurati dall’arcivescovo Mario Delpini sei appartamenti in co-housing per chi sta uscendo da percorsi di riabilitazione, realizzati all’interno di Casa San Paolo

L'inaugurazione con l'arcivescovo Delpini

L'inaugurazione con l'arcivescovo Delpini

Vedano al Lambro (Monza e Brianza) – Quando casa vuol dire fiducia, autonomia e libertà. Sei appartamenti uguali a quelli di qualunque condominio, con i loro servizi e con una certa attenzione all’estetica. Ma ad accomunare gli inquilini ci sarà una caratteristica particolare: saranno tutte persone che stanno uscendo da percorsi di riabilitazione psicologica e psichiatrica, impegnati in un cammino che ha come faro la loro indipendenza e serenità.

Sarà la realtà delle nuove abitazioni in co-housing realizzate all’interno di Casa San Paolo, la struttura della Fondazione AsFra Adele Bonolis che si occupa di chi deve affrontare disagi psicologici e psichiatrici. Un progetto coraggioso e innovativo, che ieri mattina ha vissuto il suo coronamento, con l’inaugurazione dei 6 nuovi alloggi appena costruiti. Per tenerli a battesimo, in una cerimonia carica d’emozione, è arrivato anche l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini.

I lavori erano partiti a maggio del 2022 e sono terminati nel novembre scorso, con un investimento complessivo di circa 1 milione e 300mila euro. Gli appartamenti sono stati realizzati innalzando di un piano l’edificio di Casa San Paolo e mettono a disposizione 11 posti, suddivisi in un alloggio da 4 inquilini, due da 2 inquilini e tre da un posto. Si tratta di una realtà pensata per coniugare una dimensione protetta e allo stesso tempo indipendente: accanto agli spazi privati ce ne sono altri in comune e gli abitanti riceveranno un sostegno nello svolgimento della vita quotidiana da parte di personale specializzato.

L’obiettivo è far tornare queste persone a vivere in una casa indipendente, rendendole progressivamente autonome, fino a potersi trasferire alla fine fuori dalla struttura di assistenza. "Per noi è una data storica", ha detto il presidente della Fondazione Adele Bonolis, Alessandro Pirola. "Con il nuovo anno gli appartamenti apriranno ufficialmente e nuovi ospiti potranno fare il loro ingresso all’interno delle unità abitative – ha spiegato –. L’obiettivo della Fondazione è curare i pazienti per fare in modo che, migliorando le loro condizioni, possano inserirsi nel mondo del lavoro", passaggio essenziale per il pieno ritorno nella società.

"Ci occupiamo di persone che hanno necessità di cure ad alta intensità con malattia psichiatrica severa – ha sottolineato Pirola –. Il 30% di loro, inoltre, ha esperienze giudiziarie. Ciononostante, in molti dei nostri ospiti riscontriamo una frequente riduzione dell’intensità delle cure e grazie a questi nuovi posti in co-housing, una formula innovativa nella psichiatria in Italia, aiuteremo un numero sempre più elevato di pazienti". Che l’esperienza funzioni lo hanno testimoniato due persone che già stanno vivendo, in altri appartamenti della Fondazione, questo tipo di percorso. "Ho imparato a fare le faccende di casa, ho imparato cosa vuol dire avere una routine – ha raccontato Gaetano, che da 10 anni condivide casa con un altro paziente –. Insegnerei volentieri ad altre persone quello che so fare".

"La fiducia e la libertà sono terapeutiche – gli ha fatto eco Elisa –. Con questa esperienza mi sono riappropriata della libertà, dell’equilibrio e dell’autonomia". "Vedano ospita questa casa, questa struttura con orgoglio", ha evidenziato il sindaco Marco Merlini. "Dio è dalla parte del bene, quando facciamo del bene Dio è nostro alleato, che lo sappiamo o no – ha spiegato l’arcivescovo Delpini –. Il mondo non è perfetto, ma c’è una luce che ci permette di sorridere: è Gesù che abita la storia, e con lui gli uomini che credono in Gesù e abitano la storia, come Asfra San Paolo. Tutti hanno qualcosa da dare, chi è sano e chi è malato: questo luogo è una casa e tutti hanno qualcosa da offrire".