Una città ad ostacoli. Ascensori a singhiozzo

Dopo sei mesi sistemato l’impianto in via Bergamo, ma al Nei è ancora rotto

Una città ad ostacoli. Ascensori a singhiozzo
Una città ad ostacoli. Ascensori a singhiozzo

Ci sono voluti un po’ di mesi. Prima, i quattro necessari a riparare i danni del nubifragio dello scorso luglio. Poi, vandalizzato ad appena dieci giorni di distanza dal suo ripristino, un altro mese e mezzo circa per risistemarlo di nuovo.

L’altro giorno, finalmente, l’ascensore al sottopasso ferroviario fra le vie Bergamo/Amati è tornato in funzione. "Speriamo che duri" chiosa l’assessore ai Lavori pubblici, Marco Lamperti.

"Una bella notizia, anche se ho un po’ paura a utilizzarlo" si sfoga la donna del quartiere che ci si era quasi rotta una gamba a settembre mentre attraversava il passaggio a livello utilizzando la rampa e le scale pedonali qualche mese fa. "Li ho chiamati io tutte le volte" bofonchia un anziano cliente del bar dopo la ferrovia in via Bergamo. "Vergognoso" aggiungono dal bar. “Barriere architettoniche e come evitarle” si potrebbe dire citando il titolo di un celebre libro fantastico. Ma qui di fantastico c’è poco.

C’è la realtà di una città spesso inospitale verso le categorie più deboli della popolazione, disabili in primis.

Che hanno dovuto attendere all’incirca cinque mesi e mezzo per tornare a poter attraversare una linea ferroviaria. Lunghi tempi di attesa dovuti al reperimento delle materie prime e dei pezzi, fa sapere Lamperti. "La componentistica era stata messa a dura prova prima dal nubifragio e poi dai vandali".Ma non è l’unica barriera architettonica in città. Al centro N.e.i.di via Enrico da Monza, dove hanno sede una piscina comunale, una palestra, una biblioteca, un bar, da mesi l’ascensore è inagibile per un guasto.

Lo ha segnalato su Facebook l’ex consigliera del Pd Francesca Pontani: "Questo è l’ascensore di un impianto sportivo comunale da tempo fermo con un cartello che chiede scusa. Un ascensore guasto. Da tempo... una barriera architettonica nel 2024, La cura è prendersi cura. Di tutti". E prima ancora commentava: "Il fast future di Monza dovrebbe essere quello di assicurare l’accessibilità e la percorribilità a tutti i suoi cittadini e visitatori, soprattutto a quelli più fragili o più piccoli"

"L’ho appena saputo - fa sapere Lamperti - vedremo di intervenire".

Dario Crippa