Treno deragliato, un altro rinvio. A fine febbraio la decisione del gup

Sei i dipendenti di Trenord sotto accusa, l’udienza preliminare dovrà decidere il giudizio o il proscioglimento. Il convoglio era stato lasciato senza inserire i freni per andare a bere un caffè e si era rimesso in moto.

Treno deragliato, un altro rinvio. A fine febbraio la decisione del gup

Treno deragliato, un altro rinvio. A fine febbraio la decisione del gup

Bisognerà attendere la fine di febbraio per conoscere le sorti degli imputati per il treno deragliato alla stazione ferroviaria di Carnate. Lo ha deciso la giudice del Tribunale di Monza Angela Colella, chiamata a giudicare i 6 dipendenti Trenord. All’udienza preliminare ieri le parti hanno discusso le loro posizioni. La Procura di Monza ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio per tutti. I difensori degli accusati hanno chiesto invece il proscioglimento dalle accuse. Si sono costituiti parti civili i familiari dell’unico ferito nel deragliamento, un marocchino 50enne nel frattempo venuto a mancare per motivi non legati alla vicenda giudiziaria. La giudice ha dovuto disporre la ricerca degli eredi, alcuni rimasti nel Paese di origine, che hanno diritto a chiedere un risarcimento dei danni al posto del parente defunto. Nessuno degli imputati ha chiesto riti alternativi, patteggiamenti o processo abbreviato. Di disastro colposo e lesioni personali colpose sono accusati il capotreno, il macchinista e due addetti alla manutenzione, mentre due dirigenti sono imputati di tentati depistaggio e frode in processo penale. Il 19 agosto 2020 il convoglio, proveniente da Milano Porta Garibaldi e diretto a Paderno Robbiate, giunto a fine corsa alla stazione, si era invece rimesso in moto da solo perché gli addetti erano andati al bar a bere il caffè. Mancavano pochi minuti a mezzogiorno quando il treno era entrato nella stazione di Carnate e si era schiantato su un binario morto. I primi tre vagoni erano volati via: due erano atterrati di traverso sui binari, dopo avere devastato degli orti, un altro era rimasto in bilico vicino a un palazzo. Secondo la pubblica accusa, il treno Trenord 10767 "veniva lasciato incustodito senza inserimento di freno di stazionamento e di freno a molla. Essendosi verificata un’anomala ricarica della condotta generale del freno continuo, il convoglio, privo di personale di bordo, riprendeva autonomamente la sua corsa in direzione Milano e terminava la corsa alla stazione di Carnate sviando sul tronchino, sfondandolo e deragliando sul terrapieno".

Secondo gli inquirenti il disastro è stato causato anche dalla "condotta del personale della squadra manutentiva che aveva da poco sottoposto a revisione l’impianto frenante, senza riscontrare il malfunzionamento". Inoltre sarebbe emerso "come alcune figure dirigenziali di Trenord, intuita la causa del guasto, al fine di ostacolare le indagini sul disastro ferroviario, abbiano fatto rimuovere dal relitto della vettura semipilota, per occultarli, il rubinetto del freno ed il rubinetto di intercettazione".