Suor Anna Maria e i 104 anni in clausura: “Ora mi sveglio ringraziando e tutto il resto va da sé”

Istitutrice per i rampolli degli armatori Costa ("tante prime comunioni") poi il convento, superata la settantina: "La gioia è occuparsi degli altri"

Suor Anna del sacro Cuore e le altre religiose del convento

Suor Anna del sacro Cuore e le altre religiose del convento

Essere destinati a morire a quattro mesi – il medico curante aveva annunciato alla mamma della bimba "domattina non torno perché Anna purtroppo non ci sarà più" – e scoprire, con grande gioia, 104 anni dopo, che quella previsione non solo non si è avverata ma che fortunatamente la protagonista può celebrare in buone condizioni un grande traguardo, è un fatto straordinario: oggi Anna Perfumo, che porta il nome religioso di suor Anna Maria del Sacro Cuore, festeggia i 104 anni nella letizia della sua scelta monastica, fra le mura del monastero di clausura delle Suore Adoratrici del SS. Sacramento a Seregno.

Una festa che sarà gioiosa con la celebrazione della Messa nella chiesetta attigua al convento e il saluto beneaugurante delle trenta consorelle religiose e quello dei familiari, in arrivo dalla Bergamasca e dalla Liguria. Non solo: a lei è arrivato un personale messaggio d’auguri rivoltole espressamente dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini.

Le religiose dietro la grata del monastero di Seregno nel periodo della pandemia
Le religiose dietro la grata del monastero di Seregno nel periodo della pandemia

La storia di suor Anna Maria si è distinta per una costante, caparbia, edificante e risoluta volontà: farsi suora di clausura. Un desiderio che si sarebbe compiuto in età avanzata ma espresso subito dopo la licenza magistrale, a Chiavari, dove aveva studiato, spostandosi ogni giorno da Rapallo dalla casa che divideva con i genitori Maria e Giacomo e le sorelle Paola e Maria Vittoria. Nata nel Monferrato, a Roccagrimalda (Alessandria), poi trasferitasi con la famiglia a Rapallo, appena diplomata, fece da istitutrice casalinga per i rampolli della famiglia Costa, i famosi armatori di Genova sfollati nelle residenze di Rapallo durante la guerra, e successivamente, con insieme alle due sorelle laureate, anche nel capoluogo ligure.

"Ho preparato alle prime comunioni tanti bambini Costa", ricorda sur Anna Maria. E a Genova Anna cominciò una vita di dedizione totale alla Chiesa, al mondo dei bimbi negli asili parrocchiali, all’impegno di cura dei sacerdoti malati o in difficoltà e a tanti silenziosi momenti di aiuto e di conforto: "Ma il mio pensiero era sempre quello di rinchiudermi in clausura, per pregare e avere come Sposo Gesù, con il suo amore grande". Le circostanze glielo impedirono a lungo, anche per la necessità di curare la mamma.

Alla scomparsa della genitrice - avvenuta a 98 anni nel 1969 - Anna poté finalmente accedere alla vita claustrale. Nell’Epifania del 1970 l’ingresso nel Monastero delle Adoratrici a Genova in via Byron. Un ingresso da “primatista”, a 70 anni, come mai accaduto nella storia della vita claustrale.

Così da oltre 34 anni "mi trovo nella massima felicità, lieta di dedicarmi al Signore – dice suor Anna Maria, nel frattempo trasferita nel monastero brianzolo – con le adorazioni, notturne o diurne che mi competono, in obbedienza alla superiora, suor Daniela, la quale mi tratta benissimo, chiedendo di muovermi nei corridoi del convento, per ragioni di sicurezza, in carrozzina, mentre io preferirei utilizzare soltanto il bastone come sostegno al mio cammino".

Sino a pochi mesi fa era ancora addetta alla cura delle consorelle anziane in infermeria. Lucida, attenta a quanto avviene nel mondo ("quante guerre purtroppo, che sia pace sempre!"), nelle lettere dall’eccellente calligrafia ai parenti invita "al coraggio perché Dio ci aiuta".

Conversatrice gioiosa al di là della grata claustrale, alla vigilia del compleanno ha ricordato, con l’accento genovese mai perduto: "Il segreto della mia lunga vita? Amare il Signore e ringraziarlo subito ogni mattina al risveglio, ribadendoGli la mia gioia nella fede e nella vita, insomma occuparmi di Lui che ci e mi è sempre vicino, il resto va da sé".