La vittima Fjoralba Nonaj
La vittima Fjoralba Nonaj

Seregno (Monza), 1 giugno 2018 - «C’era da aspettarselo che sarebbe finita così, più volte l’aveva picchiata e minacciata...». Una donna che abita in via Romagnosi, proprio dove mercoledì pomeriggio si è consumato il femminicidio di Seregno, scuote la testa: «Io so che lui era violento e anche qualche settimana fa è successo qualcosa – racconta – Bisognava intervenire prima, tenere lontano lui da quella povera donna». Invece, Bouchaib Frihi, marocchino di 35 anni regolarmente in Italia, qualche lavoretto come muratore, si è avvicinato per l’ultima volta a Fjoralba Nonaj, la moglie di 34 anni da cui stava divorziando. E con un coltello da cucina le ha sferrato numerosi fendenti al torace, fino ad ucciderla. Lei era arrivata sotto la casa dove il marito si era trasferito, da alcuni connazionali, per fargli vedere come faceva ogni tanto il figlio di 5 anni appena uscito dalla scuola materna. Ma lui aveva altro per la testa.

«Quando si arrabbiava perdeva completamente la testa, non capiva più niente – racconta L.Z., amica di famiglia e vicina di casa, che per quattro anni ha aiutato la coppia – Era violento, l’aveva già picchiata. Avevano la pratica per il divorzio in corso e lei viveva con un nuovo compagno». Un classico: la separazione non digerita. La richiesta di tornare insieme. La donna vista come una proprietà esclusiva. Al punto di essere pronto a tutto, anche infierire con il coltello sulla moglie, mentre era al volante, senza darle alcuna possibilità di difendersi. Poi l’assassino ha cercato proprio l’ex vicina L.Z. «Vai a prendere il bambino – le ha detto – ho ammazzato Fjoralba». Quindi, nessuna fuga: dritto verso la caserma di via Prealpi, per costituirsi. Adesso è in carcere a Monza.

«Fjoralba era una brava ragazza, le piaceva uscire ma il suo primo pensiero era sempre il bambino, faceva di tutto per lui – conclude l’amica – Adesso il piccolo è stato affidato alla zia, una delle due sorelle di Fjoralba, che abita in provincia di Milano».