ALESSANDRO SALEMI
Cronaca

Cinquanta ettari a testa, solo 13 dipendenti per la Reggia e il Parco di Monza: "Ne servono almeno 35"

I tre addetti di rinforzo in arrivo da Regione e Provincia sono una goccia nel mare. Il direttore Bartolomeo Corsini: "L’organico è la prima urgenza, ma la strada è quella giusta"

Il direttore generale del Consorzio Parco e Villa Bartolomeo Corsini

Il direttore generale del Consorzio Parco e Villa Bartolomeo Corsini

Monza – Il futuro della Villa Reale e del Parco di Monza si prospetta in continua salita almeno per i prossimi 10 anni, con tanti progetti in cantiere e sfide che il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, ente gestore del complesso monumentale, si dice determinato ad affrontare. Il neo-direttore generale (nominato a marzo) Bartolomeo Corsini mostra già tutta la consapevolezza di chi sa che si è nella giusta direzione, e la prudenza di chi è conscio di una strada ancora lunga. "Ho ereditato un percorso di crescita virtuoso – commenta subito il direttore – che ora occorre che prosegua. Fondamentale è stato l’allargamento degli orari e dei giorni di apertura, che dal 4 ottobre scorso ha permesso di tenere la Villa Reale aperta da mercoledì a domenica, cioè 5 giorni a settimana. Questo era un prerequisito fondamentale per richiedere il riconoscimento come museo, traguardo che permetterebbe di beneficiare di tante altre prerogative".

«La prima urgenza che viviamo oggi – continua Corsini – è la scarsità del personale del Consorzio. Abbiamo solo 13 dipendenti a fronte della gestione di un’area di 740 ettari (circa 50 ettari a testa, ndr) , con 3 ville storiche, 26 cascine, 3 mulini e tantissimi eventi, attività e rassegne al suo interno. Ora abbiamo avuto un distacco dalla Regione, che ringrazio, a cui ne seguirà un altro e a cui dovrebbe aggiungersi uno ulteriore dalla Provincia. Con questi tre distacchi il personale arriverebbe a quota 16 – chiarisce – un piccolo miglioramento che in termini assoluti non è però ancora sufficiente. Ritengo che un numero corretto di dipendenti sarebbe tra i 35 e 40. In questo modo si può creare anche uno staff efficiente per gestire un museo".

Poi la puntualizzazione: "Ci tengo a sottolineare però che il percorso è quello giusto. Stiamo lavorando giorno dopo giorno con costanza, per traghettare la Villa e il Parco in un’altra epoca. Un’epoca che riscopra le sue origini, quando fu pensata e realizzata da Maria Teresa d’Austria per il figlio in tre anni". "Nasce da questo indirizzo il concorso che abbiamo indetto per trovare un giardiniere d’arte – prosegue – analogo per funzione a ciò che fu il giardiniere reale ai tempi regali". Non si sbilancia troppo invece sulle ristrutturazioni previste per gli edifici storici del complesso monumentale.

«Quegli interventi seguono il cronoprogramma stabilito dal Masterplan di Regione – puntualizza –. Ciò che posso anticipare è che a breve l’ala sud della Villa sarà sottoposta a definitivo restauro e che si lavorerà alla messa in sicurezza dell’ala nord". Il Masterplan è il piano d’azione, approvato nel maggio 2023, che indica come valorizzare il patrimonio del complesso della Reggia e del Parco di Monza. Regione Lombardia - una delle 4 componenti del Consorzio, insieme a ministero della Cultura, Comune di Monza e Comune di Milano - ha stanziato 55 milioni di euro da investire in 10 anni su tre fasi, di cui la prima e una parte della seconda sono definite in maniera più precisa (con la copertura dei finanziamenti), mentre l’altra parte della seconda e la terza dovranno in futuro trovare nuovi stanziamenti.

La prima fase , attualmente in corso con una copertura di 23milioni e 600mila euro, ha già obiettivi ambiziosi, quali il progetto di ammodernamento dell’autodromo (la cui prima tranche di lavori terminerà a breve) e una serie di interventi di restauro e rigenerazione, di cui beneficeranno la Cappella Reale, le ex Cavallerizze, l’ala sud e ala nord della Villa Reale, i Giardini Reali (muri di cinta, tempietto, laghetto, antro di Polifemo), Villa Mirabello, Cascina Fontana, il Parco nella parte monumentale (muri di cinta, Porta Vedano, Porta Biassono, Porta Monza), e in quella naturalistica (conservazione di alberi monumentali, messa in sicurezza patrimonio arboreo, manutenzione straordinaria boschi, riqualificazioni di filari e viali alberati, sistemazione percorsi interni, ripristino rogge e rete irrigua), con interventi di rimozione dell’ amianto e rifacimento delle coperture delle cascine.

La prima parte della seconda fase invece, già finanziata con 32milioni e 300mila euro, prevede tempi più lunghi, con il restauro delle strutture nei Giardini Reali (Rotonda dell’Appiani, Serrone, roseto, avancorte, corte d’onore, giardino meridionale, giardino all’inglese), di architetture storiche come Cascina Bastia, Cascina del Sole, ex scuola Borsa, e la riqualificazione della piscina.