Movida violenta. Rissa e coltellate. Quattro ragazzi colpiti dal Daspo Willy

Identificati due gruppi composti da sette persone fra i 18 e 19 anni: tutti italiani, molti di seconda generazione con origini nordafricane. Per un periodo fra i 12 e i 36 mesi non potranno tornare nella zona.

Movida violenta. Rissa e coltellate. Quattro ragazzi colpiti dal Daspo Willy

Movida violenta. Rissa e coltellate. Quattro ragazzi colpiti dal Daspo Willy

Rissa dell’Epifania, movida selvaggia, quattro Daspo Willy. Una ragazza violenta nei guai.

E un ragazzo ferito con prognosi di 10 giorni.

Questura di polizia e carabinieri del Comando provinciale di Monza stringono il cerchio. La notte della scorsa Epifania, i militari del Nucleo Radiomobile dei carabinieri di Monza sono intervenuti nella centralissima via Bergamo per una lite, poi sfociata in rissa, tra un gruppo di giovani brianzoli e di cittadini italiani di origine magrebina e tunisini.

Non ci sono contrasti sulle appartenenze etniche, i due gruppi (per lo più italiani di seconda generazione, un solo monzese) sono misti, qualcuno studente, qualcuno non fa niente, si trovano nello stesso locale ed escono dandosele all’improvviso di santa ragione. Probabile che il risentimento covasse sotto la cenere. Nell’occasione, gli equipaggi della Compagnia di Monza guidata dal maggiore Emanuele D’Onofri a fatica avevano interrotto la colluttazione bloccando, identificando e denunciando sette ragazzi e ragazze. La ragazza girava con un taglierino e aveva ferito uno dei contendenti.

Si tratta di giovani, la maggior parte appena maggiorenni e per lo più residenti in comuni nell’hinterland di Monza, alcuni dei quali gravati da precedenti penali e di polizia. Nei confronti di questi ultimi, il Questore di Monza e della Brianza, Salvatore Barilaro, ha attivato la Divisione Anticrimine per l’istruttoria finalizzata all’emissione del provvedimento amministrativo di Divieto di accesso ai locali pubblici, meglio conosciuto come “Daspo Willy”, con durata variabile da uno a tre anni.

In particolare, l’esame dei precedenti penali e di polizia ha portato all’emissione di un Dacur per la durata di tre anni nei confronti della 19enne trovata in possesso del taglierino, un’italiana di origini tunisine con alle spalle, a dispetto della giovane età, la commissione di numerosi reati contro la persona, il patrimonio e in materia di stupefacenti, tanto da essere stata nel corso del 2023 destinataria di Avviso Orale da parte del Questore ed essere attualmente sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, a seguito di un arresto della locale Squadra Mobile in quanto sorpresa a spacciare hashish e cocaina ai giardinetti della Stazione di Monza lo scorso dicembre. Il secondo Dacur, della durata di un anno e sei mesi, è stato adottato nei confronti di un 18enne tunisino dimorante in provincia di Varese, sanzionato in passato per uso personale di sostanza stupefacente e destinatario nel 2023 di ordine di allontanamento da piazza Trento e Trieste di Monza poiché bivaccava con altri giovanissimi, creando disturbo e intralcio ai passanti, sotto i portici. Divieto di analoga durata per un 18enne italiano di Vimercate, con precedenti per resistenza a pubblico ufficiale e guida senza patente. L’ultimo Dacur, della durata di un anno, è stato comminato a un 19enne vimercatese, con precedenti di polizia per uso personale di stupefacente, fratello del 211enne che aveva avuto la peggio nella rissa, riportando dieci giorni di prognosi.

A seguito dei provvedimenti emessi dal Questore e successivamente notificati dall’Arma dei carabinieri, i giovani non potranno accedere e stazionare nelle immediate vicinanze dell’esercizio commerciale “Clars” di Monza in via Pesa di Lino, nei pressi del quale è avvenuta la rissa, nonché nei locali pubblici e di pubblico trattenimento della zona “Movida” di Monza presenti in via Bergamo e via De Gradi, con esclusione dell’orario tra le 8 e le per le sole esigenze di vita. In caso di violazione, gli stessi saranno passibili di reclusione da uno a tre anni e multa da 10.000 a 24.000 euro, pene inasprite a settembre scorso dal cosiddetto “Decreto Caivano” adottato per aumentare gli strumenti giuridici di contrasto al disagio giovanile e alla criminalità minorile.