DARIO CRIPPA
Cronaca

Mantova, monete d’oro e preziosi oggetti antichi nascosti nella sua villa: denunciato il re dei tombaroli

I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza lo hanno denunciato per ricettazione e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato

Una delle monete d'oro sequestrate nella villetta del Mantovano
Una delle monete d'oro sequestrate nella villetta del Mantovano

Monza, 28 settembre 2023 – Era a il re dei tombaroli, lo specialista degli scavi clandestini, il numismatico del malaffare. Difficile definire l'uomo, un 70enne della provincia mantovana, preso con le mani nel sacco dopo aver accumulato illecitamente un patrimonio smisurato di reperti archeologici, monete antiche, oggetti antichi preziosi.

Quando si è trovato di fronte i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza, gli Indiana Jones dell'arte, non ha potuto fare altro che spallucce. Nella sua villetta un magazzino incredibile. Sono stati restituiti allo Stato, per il tramite della SABAP Cremona, Lodi e Mantova oltre mille reperti di natura archeologica e altri beni culturali. Manufatti in ceramica e in piombo, fibule, chiavi, spille ed anelli, ma anche tendi-arco e pendenti apotropaici, che possono essere inquadrati in un ampio orizzonte cronologico: reperti di età protostorica (V sec a.C.) e anche dell’età romana sino al XX secolo.

Mantova, monete d’oro e preziosi oggetti antichi nascosti nella sua villa
Mantova, monete d’oro e preziosi oggetti antichi nascosti nella sua villa

L’indagine

I carabinieri agli ordini del tenente colonnello Claudio Sanzo', coordinati dall’Autorità Giudiziaria di Mantova e in collaborazione con i funzionari archeologici della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova, nell’ambito delle attività di controllo ai mercati e fiere di antiquariato avevano sequestrato attrezzi e materiale vario per le ricerche e scavi nonché numerosi pesi in metallo di varie dimensioni: palle per avancarica in metallo, circa 200 oggetti in bronzo e metallo di diverse forme e dimensioni, alcuni bronzetti, frammenti e vasi in terracotta. L’attività di indagine ha permesso anche di sequestrare circa 600 monete d’oro, argento e in leghe non nobili e in eccellente stato di conservazione, risalenti a diverse cronologie che coprono dalle prime forme di monetazione note in ambito padano (VI-V sec. a.C.) sino al XIX secolo con alcuni nuclei di età romana, tardoantica e medievale.

Gli strumenti

Il tutto è infatti risultato provento di attività di scavo e ricerca condotta dall'anziano verosimilmente in tutta la vita e che, per tale motivo, è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per ricettazione e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato. Fondamentale l’importanza della riforma legislativa introdotta dalla Legge numero del 9 marzo 2022, che ha riformato le disposizioni penali a tutela del patrimonio culturale, prevedendo nuovi e specifici delitti nella specifica materia, tra cui il possesso ingiustificato di strumenti per il sondaggio del terreno o di apparecchiature per la rilevazione dei metalli, all’interno di aree e parchi archeologici, di zone di interesse archeologico o di aree nelle quali sono in corso lavori sottoposti alle procedure di verifica preventiva dell’interesse archeologico.