Monza, le dimissioni della mamma consigliera. “Cambieremo il regolamento ma servono tempo e perizia”

Il Pd: "Nessuno ha contestato a Francesca Dell’Aquila le assenze per maternità. Ma le modifiche per permettere l’accesso da remoto richiedono adeguamenti tecnologici complessi”

L’ex assessora e consigliera comunale del Pd Francesca Dell’Aquila
L’ex assessora e consigliera comunale del Pd Francesca Dell’Aquila

Monza – “Siamo dispiaciuti delle dimissioni dell’ex consigliera Dell’Aquila, tutti siamo dell’idea che il regolamento vada modificato per permettere alle donne in maternità, o agli uomini in paternità, di poter seguire le sedute consiliari da remoto, ma una modifica strutturale e valida richiede tempo e perizia, e anche a livello tecnologico non siamo ancora attrezzati".

Il gruppo consiliare del Pd di Monza ha voluto chiarire la situazione dopo le dimissioni dell’ex consigliera comunale Francesca Dell’Aquila giovedì scorso, dovute all’impossibilità di seguire le sedute perché in stato di maternità e di allattamento della sua bambina nata lo scorso settembre.

"Già dal marzo 2023 stiamo lavorando ad una proposta di revisione del regolamento, fermo a 10 anni fa – spiega il capogruppo del Pd Angelo Luigi Imperatori –. Noi ad una soluzione ad hoc preferiamo una di sistema. Coinvolgere tutti e 15 i consiglieri non è facile e forse abbiamo sottovalutato la tempistica. Ma nessuno ha una visione diversa da quella di Francesca, e nessuno ha voluto le sue dimissioni o le ha fatto osservazioni per le assenze, giustificate, dovute alla maternità. La sua scelta pone un problema serio la cui soluzione non può più essere rinviata".

"Sono pochi i Comuni in Italia i cui regolamenti prevedono la partecipazione ai lavori da remoto – gli ha fatto seguito Cherubina Bertola, presidente del Consiglio comunale di Monza – Pensiamo che vadano al più presto revisionati, ma i vetusti apparati tecnologici, aggiornati solo in questi ultimi giorni, non avrebbero potuto garantire privacy, sicurezza ed efficienza nello svolgimento delle sedute. Ci vuole l’installazione di un nuovo software per permettere la modalità mista, e anche le nuove regole dovranno essere molto chiare per garantire la riservatezza, la segretezza e la sicurezza del voto".

"Non è un caso – ha concluso – che su 8 mila Comuni italiani siano pochissimi a permettere questa modalità. Tra quelli più simili a noi solo Torino, Genova e Vercelli, e nessuno dei capoluoghi lombardi". Infine l’appello congiunto di tutto il gruppo consiliare: "Ci auguriamo che l’impegno di Francesca, contraddistinto da grande serietà e passione, possa continuare nel Partito Democratico della nostra città". Intanto una dichiarazione di apertura alla modifica del regolamento è venuta anche dai consiglieri di minoranza Andrea Arbizzoni, di Fratelli d’Italia, e Pierfranco Maffè, di Forza Italia, che durante il Consiglio di ieri hanno descritto come "doveroso e necessario modificare questo regolamento per tutelare le madri, considerando che la modalità mista è un obiettivo raggiungibile", e lasciando così presagire un possibile accordo nel merito di tutto il Consiglio, verso cui anche il Pd ha detto di puntare.