FABIO LUONGO
Cronaca

Lo spartito del pedale. Campanello, telaio e l’archetto sui raggi: "Così suoniamo le bici"

Il rumorista Sebastiano De Gennaro e il compositore Vincenzo Vasi riescono a tirar fuori note e melodie "come fece Frank Zappa 60 anni fa". E adesso portano la loro performance sul palco del Bloom di Mezzago.

Lo spartito del pedale. Campanello, telaio e l’archetto sui raggi: "Così suoniamo le bici"

Lo spartito del pedale. Campanello, telaio e l’archetto sui raggi: "Così suoniamo le bici"

Sessant’anni fa un giovanissimo Frank Zappa lasciò di sasso il pubblico della tv americana presentandosi al celebre programma “The Steve Allen Show“ suonando una bicicletta. Una performance degna del genio del grande musicista statunitense. Un’esecuzione a cui ora si ispireranno dichiaratamente i protagonisti del “concerto per biciclette“ che andrà in scena sabato sera sul palco del Bloom. Qui il percussionista, rumorista e compositore Sebastiano De Gennaro e l’eclettico polistrumentista e compositore Vincenzo Vasi daranno vita alla "performance sonora dedicata alla bicicletta e a Frank Zappa" dal titolo “Shut up ‘n play yer bike“, nella quale suoneranno ciclo sintetizzatori, campanelli polifonici e ruote e raggi sonori. Un’esperienza insolita che guarda a quegli autori che hanno provato a fare musica impiegando oggetti nati per tutt’altro uso. Uno spettacolo a cui si potrà assistere dalle 21.30 con ingresso libero. Saranno improvvisazioni in cui due bici verranno usate come strumenti musicali.

"L’evento prende spunto da una performance che fece Frank Zappa nel 1963 – racconta De Gennaro –. Zappa era affascinato da John Cage e da altri compositori che utilizzavano nella musica il rumore. Così fece una performance suonando una bicicletta, con una serie di tecniche che si era inventato, ad esempio percuotendola e sfregandola. Era l’idea di rifunzionalizzare gli oggetti a strumenti musicali". "La nostra performance celebra quell’avvenimento – spiega –. Sul palco suoneremo due biciclette: con i microfoni piazzati molto vicini alla catena, al telaio, ai raggi si ha un suono più elettrico rispetto a 60 anni fa. Percuotendolo e amplificandolo in questo modo, ogni raggio della bici ha una nota. Poi questi raggi si possono suonare con un arco da contrabbasso e si hanno suoni un po’ spettrali. Vincenzo, invece, lavora con i campi elettromagnetici generati dalla dinamo della bicicletta".

Sperimentazioni insolite per il grande pubblico, ma non nella musica contemporanea. "Esistono brani per biciclette scritti ad esempio per percussionisti – ricorda De Gennaro –. Ci sono stati diversi musicisti che hanno scritto e studiato pezzi per bici. È molto divertente pensare gli oggetti in una maniera diversa rispetto al loro uso originario: la rifunzionalizzazione è sempre stimolante. Per fare un nome, John Cage ha fatto molta musica usando oggetti sonori anziché strumenti musicali, impiegando magari gli scarti della società industriale". De Gennaro, accanto alle esperienze nella musica contemporanea e d’avanguardia, ha all’attivo anche collaborazioni con artisti come Daniele Silvestri, i Baustelle, Vinicio Capossela, Pacifico, Dargen D’Amico, Nada, Le luci della centrale elettrica. Vincenzo Vasi si muove tra la sperimentazione elettronica e il pop d’autore e ha lavorato con artisti come Malika Ayane, Cesare Cremonini e Biagio Antonacci. Ha composto per il teatro, ha rimusicato film muti, creato installazioni sonore e colonne sonore, passando dal basso al theremin, dal vibrafono alla chitarra, dalle percussioni alle tastiere ai flauti.