
L’ex Macello resta sospeso nelle aule di tribunale
L’ex Macello avrà il suo masterplan, ma solo dopo la fine del contenzioso legale che si trascina da un decennio. Dal 2014 infatti, i 40mila metri quadrati dismessi sono al centro della diatriba fra il Comune e la società Hi Senses, firmataria del project financing per la riqualificazione dell’area approvato dalla giunta Mariani e poi bloccato dalla giunta Scanagatti, da cui è scaturita la lunga battaglia legale. Se la sentenza definitiva riattribuirà il diritto di proprietà al Comune, l’Amministrazione potrà lavorare a un progetto organico e ricercare le prime fonti di finanziamento necessarie. Per la riqualificazione dei 40mila metri quadrati dell’ex Macello - tra le vie Mentana, Procaccini e Buonarroti - si pensa a un riuso per funzioni pubbliche.
Per la verità la soluzione a cui si era arrivati un decennio fa era di sistemare l’area realizzando un polo scolastico con le due nuove scuole del quartiere (Collodi e Bellani), più una succursale del liceo linguistico Carlo Porta, ma il contenzioso bloccò tutto, facendo decidere di recente all’Amministrazione di ristrutturare la media Bellani già esistente (con una riqualificazione in chiave green per 11 milioni di euro). "Il nodo ex Macello è complesso, ma rappresenta una sfida alla quale non ci sottraiamo – commenta l’assessore all’Urbanistica, Marco Lamperti –. Prima è necessario che arrivi alla fine la causa legale in corso. Dopo sarà nostra premura trovare tutte le vie di finanziamento possibili per provvedere innanzitutto alle bonifiche del suolo, poi ai restauri e alla destinazione degli edifici a servizi".
A.S.