La rete dei trapianti. Il record di donazioni: “Qui diamo la speranza per una seconda vita”

Nel 2023 all’Irccs San Gerardo 36 espianti di organi e tessuti e 268 prelievi di cornee. Riconoscimento nazionale anche per l’attività di formazione specifica di medici e infermieri.

La rete dei trapianti. Il record di donazioni: "Qui diamo la speranza per una seconda vita"

La rete dei trapianti. Il record di donazioni: "Qui diamo la speranza per una seconda vita"

L’Irccs San Gerardo in prima linea nella donazione degli organi. L’anno scorso all’ospedale di Monza sono state effettuate 22 donazioni multiorgano e multitessuto, anche grazie al potenziamento del percorso di donazione a cuore fermo, oltre alle donazioni derivanti da accertamenti con criteri neurologici. Nello stesso periodo sono state effettuate anche 7 donazioni di solo multitessuto a cui si aggiungono il prelievo di 268 cornee e 7 donazioni di tessuto muscolo scheletrico da donatore vivente sottoposto ad interventi ortopedici. Numeri che mettono l’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico tra le strutture sanitarie regionali più attente ed attive anche nell’attività di procurement (approvvigionamento) e donazione di organi e tessuti, confermando la generosità brianzola e i risultati già ottenuti negli anni scorsi. In una regione, la Lombardia, in cui nel 2023 il numero di donatori totali è ulteriormente aumentato rispetto ai dodici mesi precedenti, crescendo percentualmente più della media nazionale e consolidando l’attività di donazione di organi in tutte le sue modalità, con un unico obiettivo: "Ridare la speranza di vita a molti pazienti in attesa di un trapianto ed esaudendo l’ultima volontà di pazienti e familiari di un atto di estremo altruismo e generosità", le parole del presidente dell’Irccs San Gerardo, Claudio Cogliati. Con le donazioni effettuate è stato possibile "ottemperare agli obiettivi regionali richiesti alle strutture sanitarie anche nell’ambito della donazione di organi e tessuti, tematica sempre più oggetto di attenzione ed interesse nazionale, per il crescente numero di cittadini bisognosi di un trapianto d’organo o tessuto".

E come riconoscimento del costante sviluppo della cultura della donazione e dell’attività di trapianto di organi e tessuti, all’Irccs monzese è stata conferita la “Stella della Fondazione Trapianti” da parte della onlus Fondazione Trapianti in collaborazione con Regione Lombardia. Un successo che premia il lavoro del cosiddetto Coordinamento ospedaliero di procurement, la cabina di regia che si occupa della gestione delle attività inerenti la donazione di organi e tessuti oltre all’attività diretta di approvvigionamento e coordinamento di prelievo di organi e tessuti. Senza tralasciare il percorso di formazione del personale sanitario e la collaborazione con le associazioni del territorio per portare avanti programmi di informazione e sensibilizzazione della popolazione. Un impegno che sta dando i suoi frutti: in base all’ultimo censimento, nella provincia di Monza e Brianza - un bacino di oltre 800mila abitanti - gli iscritti ai vari gruppi Aido (Associazione italiana donatori organi) sono arrivati a quota 40.633, 127 in più dell’anno precedente. Mentre hanno ampiamente superato il numero di 200mila le dichiarazioni di volontà alla donazione raccolte dagli uffici Anagrafe dei Comuni della Brianza.

All’ospedale di Monza, comunque, non c’è un centro trapianti. C’è un piano regionale che individua le strutture dedicate, in un’ottica di specializzazione e anche di ottimizzazione delle risorse. Ma "qualora la Regione dovesse decidere di coinvolgerci nella rete degli ospedali per i trapianti, noi siamo pronti, abbiamo a disposizione tutte le professionalità", conferma Cogliati. Sottolineando il valore del riconoscimento in Irccs che "ci permette di avere una grande pediatria in un grande ospedale generalista, capace di focalizzarsi sulla gestione dei casi di alta complessità – chiarisce il presidente –. La domanda, qui, non è quanti pazienti per un medico, ma quanti medici per un paziente. Un team capace di riunire attorno a un unico paziente i migliori specialisti. Un po’ come la squadra di professionisti nei vari settori che ruota attorno a una Ferrari di Formula 1".