La favola romantica dei Queen: "Io, Freddie e Katia Ricciarelli"

Al Manzoni di Monza arriva lo spettacolo dedicato alla leggendaria band britannica e al suo frontman. Il cantante Sonny Ensabella: "Sarà un concentrato di rock, glam, lirica e teatralità fra divertimento e nostalgia".

La favola romantica dei Queen: "Io, Freddie e Katia Ricciarelli"
La favola romantica dei Queen: "Io, Freddie e Katia Ricciarelli"

"Se mi trovassi Freddie Mercury davanti? Beh, gli chiederei subito scusa. Ma gli direi anche che tutto quello che sono sul palco lo faccio per amore. E poi ovviamente gli domanderei perché ci ha lasciato". Sonny Ensabella è il Freddie Mercury del progetto Queenmania che il 2 febbraio porterà al teatro Manzoni di Monza lo “spettacolo nello spettacolo“ Queen Rhapsody. Una serata di tutto: schegge di hard-rock, pop, glam, opera lirica, il Settecento, la teatralità, le ansie esistenziali dell’uomo, gli dei e gli inferi. "Non è un concerto tradizionale, ma uno show con musica, animazioni, una voce fuori campo che racconta la storia di una band leggendaria. E un contributo straordinario di Katia Ricciarelli. Insomma – riassume Sonny –, è una specie di mini musical. Una ventina di canzoni per due ore piene di emozioni, divertimento e anche nostalgia". In fondo è questo il “Miracle“ dei Queen. Come il titolo dell’album che contiene “I want it all“, "la canzone che mi ha folgorato" prima di incontrare “Innuendo“, "quella sì che è stata una botta per tutti. Un pezzo imperiale". È lì che è nato l’amore per i Queen di Sonny Ensabella, artista con la musica e il talento nel Dna. I gruppetti rock con gli amici negli anni Ottanta e Novanta, poi nel 2004 l’inizio con una tribute band, fino all’incontro con il progetto Queenmania. E l’inizio di una scaletta infinita di concerti in giro per l’Europa. "All’inizio avevo anche la protesi per i denti, per assomigliare di più a Freddie, poi però l’ho messa da parte e abbiamo deciso di avere una nostra personalità", spiega. Allontanandosi da qualsiasi tentativo di “scimmiottare“ un artista che è "inimitabile e inarrivabile". Ma "il giorno della sua morte gli ho voluto fare una promessa – ricorda Sonny –: gli avrei reso omaggio per tutta la mia vita artistica. E così eccoci qua".

Perché "ancora oggi le loro canzoni sono potenti, affascinanti, credibili, per nulla superati dalla realtà – il messaggio dello spettacolo –. La loro arte è sempre stata la messa in scena di una favola romantica, malinconica, ironica, straziante, gioiosa, sensuale e trasgressiva. La musica è sempre quella, ma si rinnova sempre". Un po’ come il progetto Queenmania: "Vorremmo ingrandirlo, magari inserendo anche un’orchestra". E chissà, anche puntando all’America: "Se capitasse un tour potrei pure vincere la mia paura di volare".