Il pompiere resta in carcere. Mazzette, gomme e buoni. Firmata la chiusura indagini

Inchiesta sullle forniture al Comando provinciale dei vigili del fuoco, la moglie ai domiciliari. Due imprenditori che partecipavano alla corruzione sono già tornati in libertà da tempo.

La Procura di Monza firma la conclusione delle indagini per il vigile del fuoco Enrico Celestino Vergani (nella foto), 57 anni, di Carate Brianza, addetto agli acquisti per l’ufficio automezzi, imputato di avere abusato del suo ruolo per ottenere mazzette dai fornitori, ma anche regali come buoni benzina e catene da neve per le proprie auto, oltre che intascarsi beni del Comando provinciale di Monza dove prestava servizio. Il pompiere resta ancora in carcere, mentre è stata revocata la misura degli arresti domiciliari alla moglie accusata di riciclaggio. Era il 5 dicembre scorso quando sono scattate le manette per corruzione per Vergani e per l’imprenditore Sergio Fortini, 54 anni, di Manerba del Garda, arrestati dai carabinieri della Compagnia di Desio e dai colleghi di Brescia che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale di Monza Andrea Giudici. Ai domiciliari erano andati invece un altro imprenditore di Giussano, Martino Longoni, 54 anni e la moglie del vigile del fuoco, Mariangela Braggiato, 54 anni, indagata per avere speso 30mila euro ben consapevole, secondo gli inquirenti, che erano soldi provento delle attività illecite del coniuge. Gli altri sono accusati a vario titolo di induzione indebita a dare o promettere utilità, peculato, corruzione aggravata per un atto contrario ai doveri d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture e truffa, commessi dal 2021 al 2023. Sergio Fortini è stato poi scarcerato per motivi di salute, mentre Martino Longoni è tornato in libertà dopo l’interrogatorio di garanzia con il gip. Anche il vigile del fuoco si è già sottoposto a un lungo interrogatorio in Procura e ora, dopo la notifica della conclusione delle indagini preliminari, non è escluso che i suoi difensori presentino una richiesta di scarcerazione per ottenere gli arresti domiciliari. Secondo l’accusa, a permettere al vigile del fuoco di fare il bello e il cattivo tempo con i fornitori è stato il fatto di essere il gestore della piattaforma ministeriale che consente la trattativa privata per l’acquisto di merci per importi di minore entità. A denunciare Vergani nell’ottobre 2022 Alberto Sala, titolare di una ferramenta a Desio, che si era presentato dai carabinieri raccontando di avere ricevuto dal pompiere la proposta di “gonfiare“ i contratti di fornitura di materiali.