Il cielo d’Irlanda sopra la Brianza. I Meneguinness e il folk meticcio

Sul palco del Tambourine di Seregno arriva la band nata a Brugherio, ma col cuore sull’Isola di Smeraldo. Il cantante e bassista Fabio Mantegazza: "Siamo un caravan che gira per il mondo a mescolare le tradizioni".

Il cielo d’Irlanda sopra la Brianza. I Meneguinness e il folk meticcio

Il cielo d’Irlanda sopra la Brianza. I Meneguinness e il folk meticcio

Le radici in Brianza, il cuore in Irlanda. E stasera, al Tambourine di Seregno, riporteranno tutto a casa, in un concerto in cui daranno fondo alla loro travolgente e meticcia miscela di irish folk e rock. Perché le contaminazioni sono lo spirito guida per i Meneguinness (nella foto), band nata a Brugherio 12 anni fa in nome della passione per l’Isola di Smeraldo. Da allora il gruppo ha macinato chilometri e palchi, in Italia e in Europa, diventando una delle realtà più importanti del panorama irish music a livello nazionale e portando in giro la sua idea di musica irlandese, in cui le sonorità tradizionali si mescolano in modo originale con generi e ritmi diversi. "Ci siamo formati nel 2012 a Brugherio – racconta il cantante e bassista Fabio Mantegazza –. Quello che ci ha spinto a suonare insieme è la passione comune per l’Irlanda, la voglia di cercare di portare in Italia tutto ciò che in Irlanda abbiamo conosciuto e apprezzato. In ogni concerto cerchiamo di far rivivere le atmosfere tipiche della musica e della cultura irlandese, i pub con le session, con quell’energia un po’ alcolica e un po’ festosa". "L’idea è di portare sempre qualcosa di nuovo nella nostra musica, prendendo le suggestioni irlandesi e adattandole al nostro gusto e personalità – spiega –. Quello che forse più ci distanzia da altre band che fanno musica irlandese è proprio questa personalizzazione. Siamo 5 persone con retroterra musicali differenti e che provengono da ambienti diversi: c’è chi si è esibito alla Scala, chi compone colonne sonore, chi ha suonato ska, metal o hard rock. In base a quel che ciascuno mette sul piatto reinventiamo e cambiamo la nostra musica, cercando di declinarla con l’ispirazione del momento: è un po’ la nostra cifra stilistica". Lo si vede bene nell’ultimo disco “Irish Caravan“.

"Ogni canzone è diversa dall’altra, c’è dentro il punk, lo ska, un pizzico di metal, un pizzico di prog – conferma Mantegazza –. Tutto quello che ci piace cerchiamo di riversarlo nella scrittura dei brani. Siamo quello che dice il titolo dell’album: un carrozzone che gira per il mondo a mescolare le tradizioni. A un concerto in Francia ci hanno detto: siete italiani, fate musica irlandese, ma nei pezzi si sentono anche il punk e la musica slava. Ed è vero, è quello che facciamo. In fondo italiani e irlandesi sono accomunati da una storia di emigrazione: hanno forti radici, ma in ogni posto dove sono andati hanno creato qualcosa di nuovo". Oggi i Meneguinness suonano prevalentemente brani originali, ma nei concerti non mancano mai pezzi della tradizione irlandese e qualche cover di artisti come i Pogues, Christy Moore o Steve Earle. Così sarà anche al Tambourine. "Sarà un concerto fatto di tanta energia, tanta musica e tanta Irlanda".