STEFANIA TOTARO
Cronaca

I numeri della paura. Più 25% di violenze contro le donne. Task force in Procura

Ogni giorno vengono presentate almeno due denunce da Codice Rosso. Sette magistrati si occupano dei soggetti deboli, ma le risorse non bastano.

I numeri della paura. Più 25% di violenze contro le donne. Task force in Procura

I numeri della paura. Più 25% di violenze contro le donne. Task force in Procura

In aumento del 25% i reati sessuali e del 12% quelli di stalking ai danni delle donne, che ogni giorno presentano almeno due denunce da Codice Rosso.

Sono i dati allarmanti che emergono dall’ultima relazione sull’anno giudiziario della Procura di Monza. I fascicoli sui presunti casi di violenza domestica o di genere, diventati prioritari dopo l’entrata in vigore della legge nel 2019, hanno una specie di bollino di precedenza. In tutte le indagini relative a presunti maltrattamenti contro familiari e conviventi, violenza sessuale, aggravata e di gruppo, atti sessuali con minorenne, atti persecutori, lesioni personali aggravate da legami familiari, la polizia giudiziaria e il pm si devono attivare immediatamente, mandando le richieste di provvedimenti cautelari che altrettanto velocemente il giudice deve decidere nei confronti del presunto responsabile per limitare al massimo la possibilità che gli atti violenti si ripetano. "La Procura è da sempre attenta a questi gravi fenomeni tanto da prevedere, con il nuovo progetto organizzativo dell’ufficio, un organico di ben 7 sostituti procuratori su 16 nel cosiddetto Settore soggetti deboli, violenza domestica familiare e di genere – spiega il procuratore monzese Claudio Gittardi – Dedichiamo molte energie nel garantire la trattazione urgente di questi fenomeni attraverso disposizioni interne che prevedono l’iscrizione urgente di tutte le comunicazioni di notizia di reato di questo settore, che giungono all’attenzione dei magistrati assegnatari entro 24 ore, nonché attraverso direttive alle forze dell’ordine sulla gestione di questi reati".

Le nuove disposizioni dettate dalla legge sul Codice Rosso hanno comportato modifiche organizzative di non sempre facile soluzione, anche a causa delle carenze del personale.

"Le nuove disposizioni normative, che impongono al pubblico ministero di esaminare la persona offesa denunciante al più tardi entro 3 giorni dall’iscrizione della notizia di reato, da un lato si scontrano spesso con la necessità di evitare la cosiddetta vittimizzazione secondaria della persona offesa (costretta in tal modo a ripetere più volte dichiarazioni già rese in sede di denuncia) – continua il procuratore monzese – dall’altro richiedono il coinvolgimento di tutti i magistrati dell’ufficio, anche di quelli specializzati in diverso settore e spesso non tengono conto della necessità di organizzare le audizioni, con l’ausilio di esperti".

Il tallone di Achille è la mancanza di personale di polizia giudiziaria, che, "non ha consentito, fino ad ora, di costituire una squadra interna alla Procura specializzata nella trattazione di questi fenomeni, pur potendo l’ufficio contare su alcune unità di grandissima esperienza e competenza in un settore che presenta spesso vicende di grande delicatezza, come quelle che riguardano gli abusi sui minori", si rammarica Claudio Gittardi. "Assistiamo ad un intervento normativo che nulla aggiunge in termini di risorse disponibili. I sostituti che si occupano di questi casi sono costantemente pressati dalle urgenze, dall’impegno negli incidenti probatori e dalla necessità, una volta concluse le indagini, di chiedere ed ottenere misure cautelari dirette ad impedire la prosecuzione o l’aggravamento dei comportamenti illeciti".