Inchiesta corruzione vigile del fuoco di Monza, torna libero il gommista di Giussano

Martino Longoni era agli arresti domiciliari perché coinvolto nell’inchiesta per corruzione che ha portato in carcere il pompiere: quest’ultimo avrebbe abusato del suo ruolo per riscuotere beni e mazzette

Carabinieri di Giussano in una foto d'archivio
Carabinieri di Giussano in una foto d'archivio

Giussano (Monza Brianza) – Torna in libertà Martino Longoni, il gommista di 54 anni che si trovava agli arresti domiciliari. Longoni era coinvolto nell’inchiesta per corruzione che ha portato in carcere Enrico Celestino Vergani, il vigile del fuoco addetto agli acquisti per l'ufficio automezzi del Comando provinciale di Monza. Il gip del Tribunale di Monza Andrea Giudici ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari a Longoni dopo l’interrogatorio di garanzia avvenuto giovedì. “Ha chiarito la sua posizione e sono venute a cadere le esigenze cautelari”, è il commento del suo difensore, l’avvocato Ivan Colciago. Nessuna istanza di modifica della misura cautelare è stata invece presentata dal vigile del fuoco e dall'imprenditore dei servizi antincendi Sergio Fortini, 54 anni, di Manerba del Garda, anche lui in carcere e dalla moglie di Vergani, Mariangela Braggiato, 54 anni, posta ai domiciliari. Questi ultimi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere al giudice. Secondo le indagini dei carabinieri di Desio, coordinati dalla Procura di Monza, il vigile del fuoco, che era anche sindacalista, ha abusato del suo ruolo per ottenere mazzette dai fornitori, ma anche regali come buoni benzina e catene da neve per le proprie auto, oltre che intascarsi beni del Comando provinciale di Monza dove prestava servizio. La moglie del pompiere è invece indagata di riciclaggio per aver speso 30mila euro ben consapevole, secondo gli inquirenti, che erano soldi provento delle attività illecite del coniuge.