
Il sindaco di Seregno Alberto Rossi
Seregno (Monza e Brianza), 15 Novembre 2024 – Il sindaco di Seregno Alberto Rossi e altri cinque imputati rinviati a giudizio per la presunta fusione sospetta fra Aeb e A2A. Lo ha deciso la gup del Tribunale di Monza Elena Sechi. L'accusa è di turbativa d'asta. A marzo alla sbarra davanti al giudice monocratico (anche se i fatti contestati galoppano verso il colpo di spugna della prescrizione perché i fatti risalgono al 2019 e 2020) andranno, oltre al sindaco, l'assessore alle partecipate del Comune di Seregno Giuseppe Borgonovo, il segretario generale del Comune di Seregno Alfredo Ricciardi, l'ex presidente del consiglio di amministrazione di Aeb spa Loredana Bracchitta, l'allora presidente di A2A Giovanni Valotti e Pierluigi Troncatti, quale partner di Roland Berger srl. Secondo la pubblica accusa, l'aggregazione sarebbe stata realizzata "al solo fine di favorire la società A2A" con un danno complessivo per Aeb "non inferiore a 60 milioni di euro" e con "l'omessa valorizzazione di un premio di maggioranza a favore di Aeb non inferiore a 5,7 milioni di euro".

La sentenza della Cassazione
L'operazione è stata amministrativamente bocciata fino in Cassazione perché occorreva una gara pubblica per la selezione del socio privato a opera di un’azienda a controllo pubblico. Rossi e Borgonovo sono accusati di avere "supinamente recepito tutte le indicazioni" fornite dai coindagati, "intese ad escludere la gara pubblica" e, nonostante le varie pronunce giudiziarie, di avere "mantenuto in essere quanto già illegittimamente deliberato". Rossi è anche accusato di essere intervenuto "su sollecitazione della Bracchitta, presso il Comune di Bovisio Masciago, tramite il segretario provinciale del Pd Luigi Ponti, per eliminare dall'ordine del giorno del Consiglio Comunale del 28 novembre 2019 qualsiasi riferimento a una gara pubblica".
Il Comune parte civile
All'udienza preliminare sono parti civili il Comune di Seregno, che di fatto procede contro se stesso chiedendo un risarcimento dei danni all'amministrazione comunale di cui il primo cittadino è anche imputato e anche gli altri Comuni soci della multiutility dei servizi municipali Limbiate, Desio, Varedo e Bovisio Masciago, tranne Lissone, per cui sono parti civili sono invece i consiglieri comunali lissonesi Antonio Erba e Marino Nava di due liste civiche di minoranza, ma anche il collega di una lista civica rappresentata nella maggioranza e che esprime anche la presidenza del Consiglio comunale, Daniele Fossati.