Fallimenti e liquidazioni da record. Monza decimo Tribunale d’Italia

L’analisi dell’Osservatorio Cherry Sea: nei primi otto mesi dello scorso anno sono state aperte 193 procedure

Fallimenti e liquidazioni da record. Monza decimo Tribunale d’Italia

Fallimenti e liquidazioni da record. Monza decimo Tribunale d’Italia

Il Tribunale di Monza è al decimo posto in Italia per fallimenti e liquidazioni giudiziali, che ancora vanno di pari passo dopo il nuovo Codice della crisi di impresa ed insolvenza entrato in vigore ormai da un anno e mezzo. I dati emergono dall’Osservatorio Cherry Sea, realizzato sin dal 2010 dalla startup fintech Cherry srl sull’andamento dei procedimenti nei primi otto mesi del 2023 in relazione alle prime venti sezioni fallimentari per volume di attività in Italia.

Dall’analisi statistica risulta che al Tribunale di Monza sono state aperte 95 procedure per liquidazioni giudiziali ma ancora 98 per fallimenti, portando la sede giudiziaria monzese al decimo posto tra i più importanti tribunali italiani.

Prima di Monza, al primo posto Roma con 330 liquidazioni giudiziali e 461 fallimenti, seguita da Milano con 437 liquidazioni giudiziali e 446 fallimenti, poi Torino, Padova, Bergamo, Catania, Firenze, Brescia e Bari.

Seguono Monza Treviso, Verona, Napoli, Venezia, Modena, Busto Arsizio, Vicenza, Bologna e Genova fanalino di coda con 67 procedure aperte per liquidazioni giudiziali e altrettante per fallimenti.

La tendenza pare seguire lo stesso trend, che è utile per valutare le dinamiche economico-giuridiche che influenzano le decisioni del business per una prospettiva sullo stato di salute delle aziende nel nostro Paese.

"È ancora troppo presto per valutare l’impatto del nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza sui tempi della giustizia, ma possiamo comunque soffermarci sui volumi di procedure protagonisti di questi primi due quadrimestri dell’anno. La riforma agirà sicuramente sulle modalità della giustizia, ma per ora i dati ci dicono che non sta incidendo sul quantitativo di procedure – commenta Giacomo Fava, Lead AI Engineer in Cherry Srl – Nel 2023, infatti, il numero di liquidazioni giudiziali insorte è stato in linea con il numero dei fallimenti del 2022 per poi superarli in volume negli ultimi mesi (giugno-agosto)".

"I dati – continua Fava – ci forniscono anche un importante spaccato a livello territoriale su come si stiano distribuendo le procedure, e le regioni più colpite appaiono essere quelle che producono di più. Dai dati notiamo anche come alcuni tribunali abbiano abbracciato il nuovo Codice più rapidamente di altri che, a quasi un anno di distanza dal varo della nuova legge, iscrivono a ruolo ancora nuovi fallimenti come strascico del grande carico accumulato negli anni precedenti". Le novità introdotte a luglio 2022 dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza consentono alle imprese di anticipare lo stato di crisi, evitandone un progressivo aggravamento. L’impresa viene dotata di assetti organizzativi necessari a rilevare in modo precoce lo stato di crisi; si rafforzano i sistemi di controllo interno predisposti a identificare le difficoltà economico-finanziarie come debiti per retribuzioni non versate, debiti verso fornitori, esposizioni verso banche e/o altri intermediari finanziari; i creditori pubblici (Agenzia delle Entrate, Inps, Inail) e le banche hanno obblighi di segnalazione in presenza di segnali di allarme e si estendono gli strumenti di regolazione della crisi e dell’insolvenza.