ALESSANDRO CRISAFULLI
Cronaca

Comunità sotto sfratto a Desio: “Cinquant’anni spazzati via dal cemento della Pedemontana”

Il nastro d’asfalto cancellerà i 30 mila metri del Quagliodromo. La mobilitazione degli oltre mille iscritti di tre associazioni di Desio

Lo storico Quagliodromo San Carlo

Lo storico Quagliodromo San Carlo

Tre associazioni molto attive, che sono l’epicentro sportivo e aggregativo per oltre mille persone. Oltre 30 mila metri quadrati di verde a cavallo tra Cesano, Desio e Seregno. Un circolo ricreativo, spesso teatro di feste e manifestazioni. Tutto pronto per essere spazzato via dal "mostro di asfalto e cemento" chiamato Pedemontana. Eppure, le persone che vivono, animano e amano questo "angolo di paradiso", almeno per loro, salvaguardato in tutti questi anni da abusi edilizi e discariche, non intendono alzare bandiera bianca.

Anzi, fanno le barricate: per ora, solo a parole. Poi, chissà. Siamo al Quagliodromo di San Carlo, in strada comunale dei Boschi. "Fra tesserati e appassionati qui siamo oltre mille persone che arrivano da tutta la Brianza, ma anche dal Milanese e altre province – racconta Rosella Arienti che dà aiuto all’anziano papà Luigi, il presidente, a gestire il Circolo –. Un mese fa ci è arrivato a casa il documento di esproprio di tutta l’area ed è stato un fulmine a ciel sereno. Il progetto del 2018 prevedeva l’autostrada a due corsie salvaguardando un pezzo di verde e questa attività, che è in vita dal 1974. Chiediamo assolutamente di fare un passo indietro, a quella versione, altrimenti qui verrà raso tutto al suolo e sostituito dal cemento".

Una prospettiva ormai molto concreta, ma che ancora non riescono ad accettare: "Ci hanno sconsigliato di rivolgerci a dei legali perché non serve a nulla – prosegue –. Stessa cosa con il Comune. Così ci siamo rivolti direttamente a Pedemontana, chiedendo che almeno ci ricostruiscano la struttura da un’altra parte, ma ci hanno detto di no. A nessuno interessa se chiudiamo e scompaiono queste realtà storiche".

Nell’area gravitano l’associazione Cacciatori, una Asd che si occupa di addestramento e gare di levrieri e la Asd Dac che fa tiro a segno ad aria compressa. "Per noi sarebbe un enorme danno – sottolinea Tommaso Curci, che si occupa di allenamenti e competizioni amatoriali di levrieri non solo per la finalità ludico/sportiva –, ma anche per l’aspetto sociale che verrà a mancare: tante persone in questa struttura si sono conosciute, frequentate, sono diventati amici. Lo so che è complicato che si possa tornare su passi ormai decisi, ma se ogni tanto si pensasse anche al benessere della gente e degli animali, invece di anteporre sempre il denaro".

“Il Quagliodromo è nato in una zona di periferia, strade dissestate, assenza di illuminazione, luoghi abbandonati con tutte le problematiche che ne conseguono – proseguono i responsabili –. Grazie a noi questa zona è sempre stata salvaguardata negli anni da criminalità, incuria dei territori, degrado ambientale; ne ha avuto beneficio anche l’ambiente circostante, con la manutenzione dei campi, taglio dell’erba, evitare l’abbandono di rifiuti di ogni genere, come invece avviene ancora oggi a poca distanza".

"Mio padre, grazie agli associati, ha sempre aiutato la comunità – racconta Rosella Arienti –, con donazioni importanti per la Lega contro i tumori, la Croce Rossa e altre realtà. Questo posto non si merita di essere spazzato via da una autostrada che non servirà e andrà a discapito della salute".