ANDREA RONCHI
Cronaca

Beatrice Erba, baby campionessa di golf. Il green e quel talento scoperto in cambio di un borsone “stiloso“

A soli 13 anni è tra i primi 10 nella sua categoria e vicina al numero 100 nel ranking nazionale "Seguivo mio fratello, poi la promessa alla mamma: se mi compri quella sacca mi impegno al massimo"

Beatrice Erba ha iniziato all’età di 7 anni Frequenta il liceo scientifico e oltre al golf è innamorata dell’architettura

Beatrice Erba ha iniziato all’età di 7 anni Frequenta il liceo scientifico e oltre al golf è innamorata dell’architettura

Monza, 29 luglio 2024 –  Le ombre del tramonto si allungano sul percorso del Golf Milano. Una ragazza sale sul tee della prima buca, pone la pallina, studia l’orizzonte come a immaginare il volo della pallina. Poi si posiziona, impugna il bastone ed esegue uno swing che unisce eleganza e potenza.

La palla disegna il volo seguendo il fairway e atterra circa 200 metri più avanti sull’erba perfettamente rasata. Beatrice Erba ripete quel gesto ogni giorno da oltre sei anni, da quando, all’età di sette, impugnò un bastone da golf per la prima volta. "Ho iniziato per seguire mio fratello che già giocava – racconta camminando verso la pallina –. All’inizio non mi piaceva molto, preferivo fare danza. Poi, però, ho iniziato ad apprezzare tutto questo (dice indicando le piante del Parco). Amo stare all’aria aperta e il golf mi permette di camminare ogni giorno in mezzo a questi boschi che adoro". Raggiunta la palla, torna il silenzio. Beatrice si concentra per il secondo colpo. Sceglie il bastone, studia la linea e colpisce decisa. La palla vola dritta verso il green, ma finisce nell’ostacolo di sabbia.

"Ora ci sarà un po’ di lavoro per provare a fare birdie", commenta riprendendo il cammino. Non un gesto di rabbia né di sconforto, proprio come aveva detto il direttore del Golf Club Milano, Nicola Veclani: "Beatrice ha il giusto atteggiamento verso questo sport. Durante i tornei sorride sempre, non si agita, si diverte e cerca di trarre un insegnamento da ogni circostanza. Certo, quando i tornei sono importanti magari si arrabbia, ma riesce sempre a ritrovare la giusta concentrazione. È un atteggiamento che le viene naturale".

Anche se , "a dirla tutta non ho iniziato solo per la natura. Ho visto una sacca da golf viola che mi piaceva molto e così ho promesso a mia madre che se me l’avesse comprata mi sarei impegnata a fondo".

Sebbene avesse solo sette anni ha mantenuto la promessa e i risultati attuali lo confermano. Il suo handicap è 3,4 e il suo nome tra i primi 10 nella sua categoria e vicino al numero 100 nel ranking nazionale della Federgolf. Il colpo per far uscire la pallina dalla sabbia dimostra che ha la tecnica degna degli adulti più navigati. "Mi piace confrontarmi con giocatori più grandi e anche battere i maschi! Il golf in fondo è uno sport in cui il tuo unico avversario è il percorso". Ma anche riuscire a conciliare golf e scuola - il liceo scientifico - non è certo una passeggiata: "I professori sanno che a volte devo assentarmi giovedì e venerdì per prendere parte ai tornei, ma sono molto comprensivi. Studio parecchio perché la scuola è l’impegno principale. Certo, da grande mi piacerebbe diventare una giocatrice professionista, ma eventualmente mi dedicherò all’architettura, la mia seconda più grande passione. Il golf rimarrà comunque una costante della mia vita".