Milano 13 luglio 2018 - Entro il 23 luglio il Consiglio comunale dovrà dare un «sì» pieno e incondizionato alla candidatura milanese alle Olimpiadi invernali del 2026. Il presidente del Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) Giovanni Malagò, infatti, ha inviato una lettera alle tre città candidate (oltre Milano, in campo ci sono Torino e Cortina d’Ampezzo), indicando loro una data limite, lunedì 23 luglio appunto, per esperire «tutti gli adempimenti formali» indicati martedì scorso nel vademecum in 13 punti diffuso al termine della riunione del Consiglio nazionale del Coni.

L’atto politico più importante elencato nel vademecum è l’approvazione di una delibera con il via libera ai Giochi 2026 da parte dell’assemblea di Palazzo Marino (la delibera lascerà aperta la possibilità di un’alleanza con Torino, ma con Milano capofila). Un obiettivo che è stato uno degli argomenti al centro del confronto di ieri pomeriggio tra l’assessore allo Sport Roberta Guaineri e i consiglieri comunali del Pd sul nodo Olimpiadi. La maggioranza di centrosinistra ha già indicato un possibile cronoprogramma per rispettare la scadenza del 23 luglio: delibera pro-Giochi oggi approvata dalla Giunta, martedì e mercoledì discussa in commissione Sport e giovedì 19 luglio approvata in Consiglio comunale, superando qualche perplessità espressa da un paio di consiglieri Pd.

L'obiettivo politico indicato dal sindaco Giuseppe Sala e dal capogruppo del Pd Filippo Barberis alla maggioranza è di ottenere un consenso in aula il più ampio possibile sulla candidatura, dunque raccogliendo il «sì» anche di almeno una parte dell’opposizione. Un «sì» ampio del Consiglio comunale milanese, infatti, potrebbe rendere più evidente la difficoltà del sindaco Chiara Appendino nel tenere compatta la sua maggioranza in favore dei Giochi. Nel vademecum di 13 punti, inoltre, c’è anche il punto sull’«acquisizione del supporto politico da parte delle Regioni e/o Province autonome coinvolte». Milano, da questo punto di vista, è tranquilla: l’asse tra il Comune e la Regione Lombardia guidata dal governatore leghista Attilio Fontana è già saldo a favore delle Olimpiadi 2026.

La «dead line» imposta dal Coni alle tre città candidate potrebbe voler dire che già il 1° agosto, data del prossimo Consiglio nazionale del Coni, Malagò, con il supporto della Commissione tecnica Olimpiadi nominata martedì scorso, potrebbe prendere una decisione su quale città italiana schierare contro le cinque metropoli straniere avversarie della candidata italiana: la svedese Stoccolma, la svizzera Sion, la canadese Calgari, la giapponese Sapporo e la turca Erzurum. Una possibile accelerazione (la data della successiva riunione del Consiglio nazionale del Coni è il 10 settembre) che sembrerebbe confermata dall’indicazione di Malagò ai tre sindaci di mandare una delegazione già al Consiglio nazionale del 1° agosto. Tant’è. Intanto Sala lunedì sarà a Roma con una delegazione milanese per illustrare il dossier meneghin-lombardo ai membri della Commissione tecnica del Coni.