Forza Italia, orgoglio e radici con Albertini e Moratti: “Alle Europee andremo oltre il 10%"

I due ex sindaci mattatori al congresso milanese del partito di Silvio Berlusconi che festeggia i trent'anni dalla sua fondazione

Bandiere di Forza Italia cal congresso. Sotto, Letizia Moratti e Gabriele Albertini
Bandiere di Forza Italia cal congresso. Sotto, Letizia Moratti e Gabriele Albertini

Milano – Sul palco, tra gli altri, Letizia Moratti e Gabriele Albertini. Sullo sfondo foto di Silvio Berlusconi, fra il pubblico bandiere d'epoca di una Forza Italia che festeggia i trent'anni dalla sua fondazione.

Il congresso milanese del partito, all'hotel Enterprise in corso Sempione, ha confermato anche il ritorno sulla scena politica con Forza Italia di due ex sindaci di Milano, protagonisti di una stagione di primi cittadini di centrodestra seguita dal cambio di colore, con l'era Pisapia e Sala. "Tutta la mia carriera politica è stata determinata da Silvio Berlusconi - è uno dei passaggi del discorso di Letizia Moratti, presidente della Consulta nazionale azzurra -. Sapeva parlare a tutti, includeva e non escludeva. E' stato l'anima di quello che era diventato il vero pentapartito, Forza Italia. Milano incarna questi valori". Applausi, mentre sullo sfondo scorrono immagini di Moratti con il fondatore di FI scomparso l'anno scorso, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sotto il Duomo di Milano e in casa con il suo gatto. Delinea l'obiettivo, per le elezioni Europee, di "arrivare al 10% e superarlo".

E a margine l'ex sindaco - che sostituì Giulio Gallera (anche lui presente all'Enterprise) come assessore regionale al Welfare dopo il primo anno di pandemia, entrò in rotta di collisione con il governatore leghista Attilio Fontana e lo sfidò, perdendo, come candidata alle scorse elezioni Regionali sostenuta dal Terzo Polo di Calenda e Renzi - si toglie qualche sassolino dalle scarpe. "Il piano vaccinale funziona nella misura in cui lo si conosce e lo si comunica. Quindi credo che una maggiore comunicazione rispetto all'importanza dei vaccini sicuramente avrebbe aiutato", afferma riferendosi all'operato dell'attuale assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso. Critiche anche sul nodo dell'affidamento a Trenord della gestione dei servizi ferroviari fino al 2033: "Penso che la competitività sia un valore per il sistema Paese e credo che nell'ambito delle infrastrutture la competizione aiuti".

Un rientro tra le file di Forza Italia - ieri era presente anche il segretario nazionale Antonio Tajani che ha parlato di un "ritorno allo spirito del 1994" incoronando i candidati alla guida del partito a livello locale, l'onorevole Cristina Rossello per Milano e Graziano Musella per la provincia - pure per Gabriele Albertini, predecessore di Letizia Moratti a Palazzo Marino, eletto al primo mandato quando correva l'anno 1997 e passato negli ultimi anni attraverso diverse esperienze politiche civiche e centriste. Peregrinazioni culminate in un ritorno alle origini. "Ci stiamo trasformando da una monarchia anarchica - sottolinea - in una democrazia ordinata e meritocratica". Il "monarca" era Silvio Berlusconi, e con la scomparsa del leader il partito è in trasformazione. "Il merito deve fare la leadership - ammonisce Albertini - non la compiacenza verso quel capo o capetto. Forse questa è stata la malattia finale di Forza Italia, che ha fatto allontanare molti di noi".

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