Il colosso Bosch cede alla start up: "Progetto comune con Blubrake"

Abs per e-bike, la multinazionale nel mirino dell’Antitrust dopo la segnalazione della società milanese. Lettera d’impegni per chiudere il caso: piano di sviluppo condiviso, test gratis e ingegneri in campo

Un mezzo Blubrake

Un mezzo Blubrake

Milano – Davide ha battuto Golia . O quantomeno l’ha costretto a scendere a patti per evitare una possibile sanzione con svariati zeri. Fuor di metafora biblica, la multinazionale Robert Bosch GmbH, leader mondiale nella produzione di componenti per auto e con una posizione di supremazia anche nella fornitura dei sistemi di elettrificazione (e-kit, in gergo) per biciclette elettriche, si è impegnata con l’Antitrust a facilitare l’ingresso nel settore dell’altro produttore di Abs per bici, mettendo in piedi una collaborazione con orizzonte temporale di medio-lungo termine. A questo punto della storia, serve un passo indietro. Il 13 gennaio 2023, i vertici della start up milanese Blubrake, fondata nel 2015 come spin off del Politecnico e di proprietà dell’incubatore di imprese E-Novia spa, segnalano all’Authority i presunti comportamenti scorretti del colosso tedesco da 88,2 miliardi di fatturato, accusandolo di ostacolare i tentativi "di offrire il proprio Abs ai produttori di e-bike equipaggiate con l’e-kit di Bosch".

Le e-bike , o "a pedalata assistita", sono dotate di un motore elettrico, di una batteria e di sensori che rilevano la forza applicata sui pedali e la comunicano alla centralina, che in base a quei dati stabilisce di quanta assistenza abbia bisogno il ciclista. Tramite un display sul manubrio, è possibile aumentare o diminuire manualmente il livello di potenza. L’insieme di queste componenti è chiamato e-kit: dal 2011, Bosch ne ha messi in commercio tre, conquistando consistenti fette di mercato; basti dire che nel 2021 il 49% delle e-bike circolanti in Italia aveva quel kit. Sulle bici elettriche con freno a disco anteriore idraulico, si possono montare elementi aggiuntivi come l’Abs, che deve necessariamente interagire con l’e-kit. Ed è qui che nasce il problema di Blubrake, che tra 2018 e 2019 ha sviluppato un Abs che ha ricevuto premi e finanziamenti.

Peccato che il prodotto così innovativo sia alternativo a quello di Bosch, montato sulle bici con e-kit dello stesso marchio. La start up attira clienti e avvia collaborazioni per trovare soluzioni che permettano al suo Abs di dialogare col resto della strumentazione Bosch, ma davanti a sé trova un muro: tra 2019 e 2020, due acquirenti si tirano indietro all’ultimo; nel 2021, un cliente sospende quasi il 90% degli ordini già fatti. L’anno dopo, Blubrake scrive a Bosch per cercare una collaborazione. Niente da fare. Così scatta l’alert all’Antitrust: "Bosch – si legge nel provvedimento di settembre che ha aperto l’istruttoria – sembrerebbe aver fatto leva sulla propria posizione di leader di mercato degli ekit per e-bike per restringere la concorrenza nascente nel mercato degli Abs per e-bike, allo stato proveniente da un unico operatore, Blubrake, con conseguente potenziale estensione della propria posizione dominante in detto ultimo mercato".

Sette mesi dopo , ecco la risposta di Bosch. Nella lettera inviata lo scorso 8 marzo, Golia ha detto indirettamente "sì" a Davide, garantendo che permetterà "ai produttori di Abs terzi con dispositivi a 36v di interoperare con gli e-kit Bosch attraverso un piano di acquisizione, con la fornitura gratuita degli strumenti per lo sviluppo e il test". E ancora: i tedeschi hanno promesso "un piano di sviluppo congiunto per consentire il collegamento hardware e software, il soddisfacimento degli ordini di cavi di collegamento e la messa a disposizione di un gruppo di ingegneri". L’accordo proposto prevede "un obbligo di supporto dei progetti di acquisizione e sviluppo con durata di tre anni dall’accettazione degli impegni, mentre l’obbligo di fornitura sarà valevole per cinque anni dal termine di conclusione del progetto di sviluppo".